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Significato di
parole usuali nel Karate
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SENSEI :
La parola SENSEI e' costituita da due
ideogrammi SEN che significa "avanti" e SEI che significa "vita", vuol
significare colui che e' avanti nella vita. Il SENSEI dunque e' la guida,
colui che e' piu' esperto, vecchio di pratica e merita ogni rispetto. Il
SENSEI ha a cuore la vita degli allievi e crede nel suo insegnamento.
SENPAI :
La radice di SENPAI e' analoga a
quella di SENSEI. SEN e' colui che precede e PAI e' un gruppo di persone. SENPAI
dunque e' colui che vi precede in un gruppo di persone. Il SENPAI ha una
responsabilita' nella guida dei suoi compagni piu' giovani e deve essere
disponibile a comprendere le difficolta' che egli o ella hanno gia' superato nel
loro cammino.
In Giappone esiste poi tutta una etichetta tradizionale che vede il sempai come
figura a cui gli altri devono non solo rispetto ma anche dei servigi. Non e'
consuetudine vedere queste cose in Occidente, ma seguendo una logica orientale
la reverenza dei piu' giovani Kohai verso il SENPAI e' un gesto di umilta' e
rispetto anche verso la scuola di appartenenza. I SENPAI, ad ogni modo non sono
esenti da responsabilita' verso i propri Kohai. Questa forma di rispetto deve
essere sempre reciproca e propositiva.
DOJO :
Coloro che praticano karate
solitamente parlano di DOJO come il luogo di pratica. La parola puo' significare
il palazzo dove vi e' la scuola oppure la stanza in cui si pratica. Se si
pratica all'aperto, lo spazio in cui si pratica e' il DOJO. Do significa via e
JO significa posto, luogo. DOJO significa il luogo dove si percorre la via. Via
intesa come sentiero di vita per una crescita fisica e spirituale. Questa
visione della vita come via da percorrere e' molto consueta tra gli orientali.
Per loro la vita e' un sentiero che inizia alla nascita e termina con la morte.
Non fare il proprio meglio nel DOJO significa perdere il proprio tempo inteso
come spazio di vita. In Giappone si rispettano non solo le persone ma anche i
luoghi e le cose. Per questo il DOJO va rispettato, tenuto con rispetto, pulito.
L'inchino entrando ed uscendo dal DOJO, non e' una formalita' e' un modo per
rispettare il luogo e le persone che vivono con noi in quel luogo. Pur non
essendo il karate una religione, mostrando un dovuto rispetto e' segno che non
si deve mai dare per scontato il luogo di pratica con i suoi benifici e le sue
sofferenze, affinche si possa percorrere meglio e piu' serenamente la via della
nostra vita.
REI :
Si dice che il karate inizi e finisca
con il REI, che oltre ad essere cortese significa sopratutto rispetto. Chi
pratica karate dovrebbe sapere che la tradizione giapponese tratta con rispetto
persone, ma anche cose. Cio' sta a significare che non si deve prendere nulla
per scontato. La radice di sinistra di REI vuol dire divinita' e quella di
destra bonta'. In altre parole REI e' lo spirito di gratitudine verso la bonta',
significa apprezzare la buona fortuna nelle cose. Inchinarsi e' un modo di
comunicare l'impegno ad imparare da altri ed e' il riconoscimento del lavoro.
YOI :
Si puo' affermare che nelle
discipline sportive e nelle arti marziali si tiene troppo spesso in
considerazione l'importanza della preparazione tecnica, fisica, ma non un
aspetto cruciale che si riflette anche sulle persone nella vita di tutti i
giorni che e' la volonta' e la motivazione al successo. L'importanza della
motivazione durante la preparazione di una attivita' viene espressa in
giapponese con la parola YOI, che sta a significare pronto. Il primo ideogramma
"yo" significa uso, utilizzo mentre il secondo "i" vuol dire volonta' o
motivazione. Essere pronti vuol dire essere motivati. La parte forse piu'
importante delle preparazione infatti sta nella nostra mente e non nel corpo.
L'ideogramma "i" e' costituito dalla radice "kokoro" che significa cuore o mente
e "on" che vuol dire forzare. La motivazione e' qualcosa che noi forziamo nella
nostra mente dal cuore. E' sicuramente un'immagine che calza nel karate prima di
una verifica che possa essere una gare, una dimostrazione, un esame. Quindi ogni
volta che sentiamo un maestro, un istruttore, un senpai dire "YOI" rammentiamo
il significato di star pronti dal giapponese: essere pronti e' essere motivati
cioe' YOI.
KIAI :
Chiunque abbia osservato
dimostrazioni di karate ha notato che spesso gli atleti o praticanti emettono
grida quando calciano o tirano un pugno od una tecnica di attacco. Questo grido
in realta' e' il KIAI. Molti orientali raccontano che il "ki" e' una forma di
energia che fluisce attraverso il corpo e permette ad esso di cambiare il suo
stato. Tutti hanno il ki ( chi o qi in cinese ) ma non lo sanno canalizzare
correttamente. Nelle arti marziali si cerca di educare le persone ad un uso
corretto del "ki" ed a controllarne le potenzialita'.
Il KIAI che non e' altro che una delle tante espressioni del ki., significa
infatti armonizzare il ki o lavorare con ki. La medicina moderna ci ha spiegato
anche i fattori fisiologici che entrano in gioco nei processi energetici. Il
fatto di espirare durante la massima distensione o contrazione muscolare
attraverso una spinta diaframmatica e non polmonare migliora sensibilmente il
controllo e la reattivita' muscolare in quell'istante. La corretta respirazione
inoltre migliora le prestazioni fisiche sotto sforzo grazie ad una liberazione
controllata anche di fattori chimici (ormoni, neurotrasmettitori, etc) che in
certe situazioni sono fondamentali nella gestione psico-fisica di gesti tecnici
importanti.
OSU :
Chi pratica karate sente dire spesso
la parola osu (si sente come os). Lo si sente dire piano come anche in tono
energico, volendo significare piu' cose che vanno dal saluto, al commiato, al
grazie o ad un segno di compressione durante una spiegazione del maestro. Il
segno superiore che raffigura l'o significa spingere e simbolizza il massimo
dello sforzo che si e' in grado di dare. Il suffisso su significa perseverare
tenacemente. OSU e' dunqe un impegno morale a far sempre del proprio meglio ed a
perseverare.
"SU" da solo significa anche stare in silenzio e questo carattere e' fatto di
due radici che significano lama e cuore. L'idea di perseveranza dei giapponesi
comprende quindi il rimanere in silenzio anche se il cuore viene passato da una
lama.
DAN :
Molte persone ritengono che una volta
ottenuta una cintura nera, nel karate od in qualsiasi altra arte mariziale, non
vi sia quasi piu' nulla da apprendere per perfezionarsi, Cio' non e' corretto,
tant'e'e che le cinture nere hanno i loro gradi che si chiamano proprio dan e
partono dal primo per salire verso vette di sette, otto o piu' dan. L'ideogramma
dan significa grado, livello.
Una scalinata in giapponese infatti si chiama kaidan.
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TERMINOLOGIA E NUMERI
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z
A
AGE UKE
Parata alta.
AGE ZUKI
Pugno diritto che sale dal basso verso l'alto. La direzione e' la stessa dell'OI-ZUKI
ma all'ultimo sale a colpire con SEIKEN.
AI (HAI)
Sì
AIUCHI
"Tecnica a punto completata simultaneamente da entrambi i combattenti"
Non viene assegnato alcun punteggio a nessuno dei due atleti. L'arbitro si porta
i pugni l'uno contro l'altro di fronte al busto.
AKA
Rosso
AKA (SHIRO) NO KACHI
"Rosso (Bianco) Vince!"
L'arbitro alza il braccio obliquamente dalla parte del vincente.
AKA (SHIRO) IPPON
"Rosso (Bianco) segna Ippon."
L'arbitro alza il braccio obliquamente dalla parte del vincente. (come in NO
KACHI).
ASHI
Parte inferiore del corpo (piede e gamba)
ASHI BARAI
Tecnica di sbilanciamento e proiezione dell'avversario eseguita con il piede.
ASHI WAZA
Nome usato per tutte le tecniche di gamba e piede.
ATEMI WAZA
Tecnica di percossa. Normalmente usata insieme a tecniche di proiezione.
ATENAI YONI
"Richiamo senza penalita"
Questo richiamo viene utilizzato per infrazioni minori (solo per la prima).
L'arbitro mostra un pugno coperto dall'altra mano all'altezza del busto nella
direzione del contendente che ha commesso l'infrazione.
ATOSHI BARAKU
"Ancora 30 secondi"
Durante la gara un segnale acustico viene attivato dal cronometrista 30 secondi
prima della fine del tempo.
ATTATE IRU
"Contatto"
AWASE
Unione. Dal verbo "Awaseru" unire, congiungere.
AWASE UKE
Parata a mani unite.
AWASE ZUKI
Doppio pugno a "U" piccola.
AYUMI DACHI
Posizione naturale con il peso al centro.
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B
BO
(1) Bastone usato come arma (lungo circa 180 cm), "Bokken" spada di legno.
(2) Albero
BOGYO ROKU KYODO
Movimento a sei difese. Movimento base del Karate-Do Ryobu-Kai. Usa gli antichi
nomi di tecniche come AGE TE, HARAI TE (piuttosto che GEDAN BARAI), SOTO YOKO
TE, UCHI YOKO TE, SHUTO TE, e SUKUI TE.
BOKU (KITA)
Nord. Contrario NAN o MINAMI
BUDO
Via dell'arte marziale.
Tale termine è composto da due ideogrammi "BU" e "DO".
Il carattere giapponese "BU" (che viene comunamente tradotto con il termine
"marziale") deriva dalla composizione di due caratteri che significano "fermare"
e "alabarda/lancia". Da ciò si desume che il significato originario era "fermare
la lancia".
E' in tale significato originario che il Karate affonda le proprie radici
infatti per colui che pratica l'arte la via migliore per prevenire la violenza
e' quella di coltivare il carattere individuale. In ultima analisi la via (DO)
del Karate e' quindi equivalente alla via del BU, intesa nel senso di prevenire
o evitare, il più possibile, la violenza.
BUNKAI
"Applicazione"
Lo studio dell'applicazione delle tecniche di un KATA.
BUNKAI OYO
Applicazione di un kata senza rispettarne rigidamente la sequenza.
BUSHIDO
"Via del guerriero".
Con questo termine si indica l'insieme delle regole che codificavano il
comportamento osservato dai Samurai
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C
CHIKAI (KIN)
Vicino. Contrario EN o TOI
CHU
Medio
CHUDAN
Area media del corpo (indicativamente dalla gola allo sterno). Durante la
pratica del KIHON IPPON KUMITE (combattimento base dichiarato ad una tecnica per
volta), l'attaccante annuncia preventivamente a quale altezza sara' portata la
tecnica:
JODAN, CHUDAN, o GEDAN (Alta, Media, o bassa).
CHUDAN ZUKI
Pugno tirato ad altezza media del corpo dell'avversario.
CHUI
"Attenzione! "
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D
DAN
Grado o livello.
Utilizzato per indicare il livello di conoscenza per le cinture Nere.
I gradi al di sotto della Cintura Nera sono chiamati KYU.
DO
Via, percorso, cammino.
Il carattere giapponese "DO" e' lo stesso carattere cinese utilizzato per il Tao
("Taoismo").
In generale indica la ricerca della "Via" per il raggiungimento della
perfezione; nel caso specifico, si intende il percorso di vita teso al
raggiungimento della perfezione dell'individuo attraverso la pratica dell'arte
ed il rispetto dei suoi principi. Nel Karate indica la "Via" per migliorare il
carattere di ciascuno attraverso l'allenamento.
DOJO
Letteralmente "Luogo della via" o "Luogo dell'illuminazione.
Indica il luogo dove si pratica il Karate. L'etichetta tradizionale prescrive
che ci si inchini verso il lato designato come fronte del Dojo (detto SHOMEN)
ogni volta che si entra o si esce dal Dojo (vedere etichetta del Dojo).
DOJO-KUN
"Regole del DOJO" vedere il capitolo sull'etichetta.
DOMO ARIGATO GOZAIMASHITA
"Molte grazie".
L'etichetta prevede che alla fine di ogni lezione si faccia l'inchino
all'istruttore ed ai compagni con cui ci si é allenati ringraziandoli (non
obbligatoriamente) con questa forma.
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E
EKKU
Remo di legno usato dagli abitanti di Okinawa come arma improvvisata.
EMBUSEN
Tracciato ideale da seguire durante lo svolgimento di un kata.
EMPI
(1) Gomito (HIJI).
(2) Kata superiore "Volo di rondine ".
EMPI UCHI (HIJI-ATE)
Percossa con il gomito (anche chiamata HIJI-ATE)
EN (TOI)
Lontano. Contrario KIN o CHIKAI (vicino)
ENCHO-SEN
"Estensione"
Proseguimento della gara oltre il termine previsto, l'arbitro riapre l'incontro
con il comando "SHOBU HAJIME".
ENSHO (KAKATO)
Tallone.
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F
FUDO DACHI
Posizione solida.
Con queto termine si indica una posizione stabile adottata normalmente per il
combattimento. E' normalmente un ZENKUTSU-DACHI piu' corto.
FUJUBUN
"Potenza della tecnica non sufficiente "
FUKUSHIN SHUGO
"Conferenza dei giudici"
FUMIKOMI
Calcio a pressione, solitamente diretto contro il ginocchio, la tibia o sul
collo del piede.
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G
GANKAKU DACHI
Posizione dell'airone, chiamata anche TSURU ASHI DACHI o SAGI ASHI DACHI.
GASSHUKUA
Allenamento speciale.
GE
Basso
GEDAN
Zona bassa del corpo.
Durante la pratica del KIHON IPPON KUMITE (combattimento base dichiarato ad una
tecnica per volta), l'attaccante annuncia prima di eseguire la tecnica a che
altezza sara' portata : JODAN, CHUDAN, o GEDAN (Alta, Media, o bassa).
GEDAN BARAI
Parata bassa.
Il pugno del braccio che para viene caricato all'altezza dell'orecchio opposto,
successivamente viene abbassato ruotando l'avambraccio fino a parare (con la
parte esterna) l'attacco sferrato verso la zona bassa (GEDAN) del corpo.
GEDAN UDE UKE
Parata bassa con la parte interna dell'avambraccio avanzato.
GEDAN ZUKI
Pugno sferrato verso la parte bassa del corpo dell'avversario.
GHERI
Vedi KERI
GI (DO GI) (KEIKO GI) (KARATE GI)
Abbigliamento per la pratica dell'arte.
Nel Karate tradizionale, il GI deve essere formato da giacca e pantaloni di
cotone bianco. L'unico fregio consentito é l'emblema della federazione (o del
Dojo) sul petto a sinistra e il nome del praticante, in caratteri giapponesi,
sull'angolo inferiore della giacca.
Tale abbigliamento é stato mutuato dal JUDO dal Maestro G. Funakoshi in
occasione della prima dimostrazione in pubblico effettuata alla presenza del m°
Jigoro Kano presso il Kodokan di Tokio. Si narra che il Maestro abbia
confezionato lui stesso il GI la notte prima della dimostrazione sia per lui che
per il suo allievo Shinkin Gima. Prima di allora non esisteva un vero e proprio
vestito per l'allenamento, venivano utilizzati indumenti comodi (di tutti i
giorni) o, spesso, semplici pantaloncini corti complice il clima caldo-umido
dell'isola di Okinawa.
GO NO SEN
Tattica con cui si consente all'avversario di attaccare per primo al fine di
sfruttarne l'eventuale apertura ed avere così l'opportunità di contrattaccare.
GOHON KUMITE
Combattimento (KUMITE) base a cinque tecniche. Questo esercizio di allenamento
prevede che l'attaccante esegua cinque passi in avanti con una tecnica di
attacco (calcio o pugno) per ogni passo. Il difensore arretra cinque volte
parando l'attacco. Al termine dell'ultima parata il difensore esegue una tecnica
di contrattacco.
GYAKU
Contrario, opposto. Contrario JUN
GYAKU MAWASHI GERI
Calcio circolare sferrato con la gamba posteriore.
GYAKU ZUKI
Pugno sferrato con il braccio opposto alla gamba avanzata.
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H
HACHIJI DACHI
Posizione naturale, i piedi sono posizionati circa alla larghezza delle spalle
rivolti leggermente verso l'esterno
HAISHU UCHI
Colpo sferrato con il dorso della mano.
HAISHU UKE
Parata eseguita con il dorso della mano.
HAISOKU
Collo del piede.
HAITO UCHI
Percossa con il lato interno della mano (lato del pollice ed indice)
HAJIME
"Inizio".
E' il comando per iniziare il Kata, il Kumite o qualunque altro esercizio.
HANGETSU
"Mezza luna".
Nome di Kata superiore.
HANGETSU DACHI
Posizione a "Mezzaluna" usata nel kata HANGETSU.
Tale termine deriva dalla posizione dei piedi che seguono una mezza-luna durante
il movimento.
HANSHI
"Maestro"
Titolo onorario conferito alla Cintura Nera piu' alta di un'organizzazione a
significare la sua comprensione dell'arte. RENSHI da 4 a 6 dan, KYOSHI 7 dan,
HANSHI il grado più alto conferito
HANSOKU
"Fallo!"
Richiamo arbitrale a seguito di una infrazione molto seria. Risulta, nel
punteggio dell'avversario, come SANBON.
HANSOKU e' anche chiamato quando il numero di HANSOKU-CHUI e KEIKOKU previsti
raggiunge il punteggio di SANBON per l'avversario.
L'arbitro indica con la punta dell'indice il volto di chi ha commesso
l'infrazione ed annuncia la vittoria per l'avversario.
HANSOKU CHUI
Avviso di un IPPON di penalita'. Questa e' una penalita' in cui un IPPON e'
assegnato all'avversario. HANSOKU-CHUI e' usualmente utilizzato per infrazioni
per cui e' gia' stato chiamato un KEIKOKU.
L'arbitro Indica l'addome di chi ha commesso l'infrazione parallelamente al
terreno.
HANTEI
"Giudizio"
L'arbitro chiama per un giudizio i giudici che indicano la loro decisione con la
bandierina.
HANTEI KACHI
"Vincitore per decisione "
HAPPO
Otto direzioni
HARA
Con questo termine si indica nell'uomo la parte interna del corpo sotto il
diaframma dove sono posizionati gli intestini (viscere).
Spesso il termine viene utilizzato per indicare la parte del corpo dove si
concentra la forza vitale e istintiva del praticante (TANDEN). Può capitare di
sentire durante l'allenamento il maestro dire: "non pensate con la testa ma con
l'HARA". Per la cultura orientale, meno razionale e logica di quella
occidentale, tramite l'HARA si "provano" emozioni e sentimenti. Per meglio
comprendere questo principio si può fare un paragone con la frase, più familiare
per la nostra cultura, "provo un odio viscerale".
HARAI TE
Tecnica in cui si utilizza la mano per "accompagnare" fuori portata l'attacco
dell'avversario.
HARAI WAZA
Tecnica per "accompagnare" fuori portata l'attacco dell'avversario
HASAMI ZUKI
Doppio pugno a forbice.
HEIKO DACHI
Posizione naturale.
Piedi alla larghezza delle spalle con i piedi rivolti leggermente verso
l'esterno. Alcuni Kata iniziano da questa posizione.
HEIKO ZUKI
"Pugni paralleli " (Doppio pugno simultaneo).
HEISOKU DACHI
Una posizione di attenzione informale. i piedi sono uniti e rivolti in avanti.
HIDARI
Sinistra. Contrario MIGI
HIJI (EMPI)
"Gomito"
HIJI-ATE
Percossa con il gomito (anche chiamato EMPI-UCHI)
HIJI UKE
Parata eseguita con il gomito
HIKI-TE
Indica il contemporaneo ritorno del braccio che si riporta al fianco (ruotando
il pugno) durante una tecnica.
Questa movimento, effettuato con il gomito verso la colonna vertebrale ed il
pugno al fianco leggermente sopra alla cintura (rivolto in avanti e con il palmo
verso l'alto), conferisce bilanciamento e potenza alla tecnica in avanzamento
(per esempio un pugno o una parata).
Tale movimento riveste particolare importanza in quanto la tecnica di attacco si
potrà definire completa solo se effettuata con un HIKI-TE altrettanto potente e
deciso.
Alcune tecniche non prevedono HIKI-TE per esempio le tecniche effettuate con
entrambe le braccia o le gambe.
HIGASHI (TO)
Est, oriente. Contrario ZAI o NISHI
HIKIWAKE
"Pareggio"
L'arbitro incrocia le braccia davanti al torace poi le apre ai lati del corpo
con i palmi rivolti uno verso l'altro.
HIRAKEN
Pugno con le nocche in avanti.
HITOSASHI IPPON KEN
Nocca del dito indice.
HIZAGASHIRA (SHITTSUI)
Ginocchio.
HIZA GERI
Calcio sferrato con il ginocchio.
HIZA UKE
Parata con il ginocchio.
HOMBU DOJO
Termine usato per indicare il Dojo principale di un'organizzazione.
HORAN NO KAMAE
Posizione di guardia "Uovo nel nido".
Posizione di partenza di alcuni Kata (per esempio BASSAI-DAI, JION...) in cui la
mano sinistra ricopre il pugno destro.
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I
INASU
Tecnica di difesa, si evita un attacco spostando il corpo dalla linea di
attacco.
IPPON
"Unico "
IPPON KEN
"Pugno ad una nocca "
Tecnica di pugno eseguita colpendo l'avversario con la seconda nocca del dito
indice.
IPPON KUMITE
Combattimento ad un passo.
IPPON NUKITE
Tecnica portata con la punta del dito indice.
IPPON SHOBU
Incontro ad un solo punto, utilizzato nei tornei.
IRIMI
"Penetrare, entrare"
Si utilizza per descrivere lo spostamento più vicino all'avversario di quanto
non sia la lunghezza del suo attacco.
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J
JIKAN
"Tempo".
JIYU IPPON KUMITE
Combattimento libero dichiarato ad una tecnica.
JIYU KUMITE
Combattimento libero.
JO
(1) Alto
(2) Bastone da passeggio di legno.
JODAN
Zona alta del corpo (viso, testa). Durante la pratica del KIHON IPPON KUMITE
(combattimento base dichiarato ad una tecnica per volta), l'attaccante annuncia
prima di eseguire la tecnica a che altezza sarà portata : JODAN, CHUDAN, o GEDAN
(Alta, Media, o bassa).
JOGAI
"Uscita dall'area di combattimento"
Irregolarità segnalata in gara quando uno dei due contendenti esce dall'area di
combattimento.
L'arbitro indica con l'indice ed il braccio a 45 gradi il limite della zona di
combattimento dal lato dell'atleta che lo ha oltrepassato. Alla seconda uscita (KEIKOKU)
viene comminata una penalità WAZA-ARI, alla quarta viene assegnata la vittoria
all'avversario (secondo il tipo di regolamento applicato).
JUJI UKE
Parata con i polsi uniti ad X.
JUN
Normale. Contrario GYAKU
JUN ZUKI
Pugno avanzato, frontale. Per esempio la tecnica di pugno destro portato dopo un
calcio frontale destro MAE GERI.
In WADO RYU indica l'OI-ZUKI.
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K
KACHI
Vincitore (es: AKA KACHI per una gara).
KAE ASHI
Cambio guardia, cambio posizione: per esempio passare da ZENKUTSU DACHI con
gamba destra avanti alla stessa posizione con gamba sinistra avanti senza
avanzare ne arretrare.
KAGI ZUKI
Pugno con il braccio piegato a gancio.
KAISHO (KAISHU)
Mano aperta. Percossa eseguita con il palmo della mano aperta.
KAITEN
Rotazione
KAKATO (ENSHO)
Tallone.
KAKE-TE
Parata a gancio.
KAKIWAKE UKE
Parata a due mani eseguita utilizzando la superficie esterna del polso per
neutralizzare un attacco a due mani come, per esempio, il tentativo di afferrare
qualcuno per la giacca.
KAKUSHI WAZA
"Tecnica nascosta, non visibile."
KAKUTO
Polso a testa di gru.
KAKUTO UCHI
Tecnica di percossa di polso. Anche nota come "KO UCHI."
KAKUTO UKE
Parata a polsi uniti. Anche nota come KO UKE.
KAMAE
Posizione di attenzione (di guardia) con o senza armi.
KAMAE-TE (KAMAE)
Comando impartito dall'istruttore agli allievi per portarsi in posizione di
guardia.
KARATE
Letteralmente "Mano Vuota".
Anticamente il termine utilizzato era "TO-DE" (Mano Cinese). L'ideogramma "TO"
si pronuncia anche "KARA" ma diversamente dal significato di "TO" "cinese" o
"della Cina" il suono dell'ideogramma "KARA" significa "Vuoto". All'inizio del
ventesimo secolo il M° G. Funakoshi inizia ad utilizzare la pronuncia "KARA-TE"
e non più la precedente "TO-DE" modificando anche l'ideogramma corrispondente.
Il nuovo ideogramma e il relativo significato oltre ad essere in accordo con lo
spirito nazionalistico giapponese di quel periodo conferisce al nuovo
significato una più profonda accezione che trova riscontro nella filosofia del
Buddismo Zen. Pertanto, il significato più diffuso di "Mano" e di "Vuoto",
indica non solo il fatto che il praticante non utilizzi armi, ma anche una
ricerca dell'astrazione da sé stessi, la ricerca del vuoto, obiettivo dello
Zazen. Il M° G. Funakoshi spiega con queste parole il termine utilizzato:
"Come uno specchio limpido che riflette senza distorsioni
o una valle silenziosa che dà l'eco,
così un Karateka deve eliminare tutti i pensieri egoistici e cattivi
perché solamente con una mente o una coscienza libera
può capire quello che sta imparando.
Egli é come un bambù verde vuoto dentro,
diritto e con nodi, cioè gentile altruista e moderato"
Lo stesso maestro Zen Taisen Deshimaru ha più volte sottolineato come
l'astrazione aiuti il praticante di qualsiasi arte isolandolo dalle proprie
emozioni e rendendolo indipendente dall'atteggiamento di chi, o che cosa, lo
circonda.
KARATE-DO
Letteralmente "La via del Karate".
KARATEKA
Praticante dell'arte.
KATA
"Forma"
Con questo termine si indica una sequenza prestabilita di tecniche. Ogni stile
viene differenziato sostanzialmente dai vari KATA codificati, nello Shotokan se
ne contano 26.
Il KATA rappresenta l'eredità delle conoscenze acquistite nell'arte da antichi
maestri. Tali conoscenze sono state volutamente celate dagli stessi all'interno
delle sequenze secondo il principio per il quale solo gli iniziati all'arte
potevano accedere e comprendere tali informazioni.
Un KATA può essere eseguito con i seguenti criteri:
OMOTE (sequenza nella normale direzione), URA (come OMOTE ma con direzione
opposta), KO-NO OMOTE (sequenza normale, ma se il KATA avanza si indietreggia o
il contrario) e KO-NO URA (come KO-NO OMOTE ma con direzione opposta).
Tratto dal libro "Lo Zen e le arti marziali" del m° T. Deshimaru:
"La vera essenza del KATA non consiste nei gesti in sé, ma nel modo in cui lo
spirito li rende precisi, ineluttabili. Bisogna saper creare un gesto totale
dove, in un istante, si ritrovi tutto il KI. Vivere il vero spirito del gesto:
il KATA, attraverso l'allenamento, deve fondersi con lo spirito. Più lo spirito
sarà forte, più sarà forte il KATA."
KEAGE
Calcio "a schiaffo". (Letteralmente Calcio a salire). Il piede, nel calcio Keage,
viene scagliato e ritirato subito dopo il contatto diversamente dal KEKOMI in
cui l'estensione dell'insieme gamba-anca viene mantenuta qualche attimo
imprimendo anche una forza di spinta.
KEIKO
(1) Allenamento.
(2) Punte delle dita che si uniscono.
KEIKOKU
"Attenzione" con una penalità WAZA-ARI in SANBON SHOBU. Questa é una penalità in
cui WAZA-ARI é aggiunto al punteggio dell'avversario.
KEIKOKU é assegnato per infrazioni minori per cui un richiamo era già stato
assegnato oppure per infrazioni non abbastanza gravi da meritare HANSOKU-CHUI.
L'arbitro indica con il dito indice il piede di colui che ha commesso
l'infrazione con un angolo di 45 gradi
KEITO
Mano a testa di gallina.
KEKOMI
Calcio "a spinta", diversamente del KEAGE, sfrutta una iperestensione
dell'insieme anca-gamba per imprimere una ulteriore forza di spinta all'urto
naturale del colpo.
KEMPO
"Prima Legge."
Termine generico che comprende i sistemi di combattimento che utilizzano mani e
piedi.
KEN
(1) Spada. "Kendo" Via della spada
(2) Pugno.
KENSEI
Tecnica con il KIAI silenzioso.
KENTSUI (TETTSUI)
Pugno a martello.
KENTSUI UCHI (TETTSUI UCHI)
Tecnica di pugno "a martello". Il pugno chiuso colpisce dall'alto al basso con
la parte esterna della mano (lato del mignolo).
KERI
Calcio.
KI
Mente, spirito, volontà, energia vitale, energia universale (in cinese "CI").
Questa definizione che risulta purtroppo generica deriva dal fatto che é un
termine che non può essere tradotto con una singola parola. Il KI rappresenta
sia l'energia interiore del KARATEKA (l'essenza vitale del suo spirito) che
l'energia che permea tutto l'universo. Il migliore utilizzo KI attraverso l'arte
marziale è l'obiettivo finale del KARATEKA.
KIAI
Con questo termine si indica il grido che il KARATEKA emette assieme alla
tecnica per conferire la massima energia al singolo movimento.
E' un suono forte e profondo causato dalla violenta contrazione dei bassi
muscoli addominali (sotto il diaframma "HARA"). Anche per questo termine il
significato é più esteso, infatti oltre a indicare la massima concentrazione
psico-fisica dell'atleta in un unico istante, rappresenta, secondo un principio
Zen, l'unione dell'energia vitale dell'universo con la singola volontà
dell'individuo (si veda il richiamo al termine "KI"). Il KIAI, per coloro che
hanno raggiunto alti livelli nello studio dell'arte, può essere espresso in
totale silenzio ed avere la stessa efficacia in quanto risulta essere comunque
l'unione, al massimo livello, della forza fisica con quella mentale.
Il termine KIAI risulta essere la composizione di due ideogrammi: KI (vedere
richiamo) e AI derivante dalla contrazione del verbo AWAZU il cui significato è
"unire".
Dal libro "Lo zen e le arti marziali" del maestro T. Deshimaru:
"...un solo grido, un solo istante, in cui si condensa tutto lo spazio e tutto
il tempo, il cosmo intero."
KIBA DACHI
Posizione del fantino.
Posizione sia frontale che laterale di grande stabilità: piedi paralleli, gambe
aperte a cercare di formare un rettangolo con il pavimento, glutei verso
l'interno. Questa posizione é anche nota come NAIFANCHI o NAIHANCHI DACHI.
KIHON
Fondamentale. Tecniche di base. Genericamente il KIHON indica la parte di
allenamento o di esame in cui si eseguono tecniche fondamentali.
KIKEN
"Rinuncia."
L'arbitro indica l'atleta che si ritira.
KIME
Focalizzazione dell'energia. Tale termine richiama un concetto fondamentale
nell'allenamento, l'energia mentale e fisica (la forza) deve essere concentrata
sull'atto senza alcuna riserva da parte del praticante. A tale proposito e bene
leggere la definizione "MAKOTO".
KIN (CHIKAI)
Vicino. Contrario EN o TOI
KI-O-TSUKE
"Attenzione".
Posizione Musubi Dachi con le mani aperte in basso lungo i fianchi.
KITA (BOKU)
Nord. Contrario NAN o MINAMI
KIZAMI ZUKI
Pugno di incontro sferrato con lo stesso braccio della gamba avanzata.
KO BO ICHI
Termine che indica la connessione dell'attacco e della difesa".
KO UCHI
Tecnica di percossa a polsi uniti. Anche conosciuta come KAKUTO UCHI.
KO UKE
"Parata a gru" o "Parata ad arco". Anche nota come KAKUTO UKE.
KOHAI
Principiante.
KOKEN
Unione dei polsi.
KOKORO
"Spirito, Cuore." Nella cultura giapponese, lo spirito risiede nel cuore.
KOKUTSU DACHI
Posizione fondamentale. In tale posizione il baricentro del corpo é spostato
sulla gamba posteriore: talloni sulla stessa linea, piede anteriore in direzione
di avanzamento, piede posteriore a 90 gradi rispetto all'anteriore. Anca aperta,
ginocchio posteriore rivolto il più possibile verso l'esterno.
KOSA DACHI
Posizione a gambe incrociate.
KOSHI(N)
Parte inferiore del piede subito prima delle dita, é la parte che colpisce nel
calcio frontale.
KUATSU
Metodo di rianimazione di una persona che ha perso conoscenza dopo uno
strangolamento o uno shock.
KUMADE
Mano a zampa d'orso.
KYOSHI
"Persona saggia" usualmente questo titolo é conferito ai rokudan (6 dan) o
shichidan (7 dan), a seconda dello stile. Per la maggior parte delle federazioni
é conferito ai settimi dan. RENSHI da 4 a 6 dan, KYOSHI 7 dan, HANSHI il grado
più alto conferito.
KYU
"Livello". Ogni grado al di sotto dello Shodan (1 dan).
KYUSHO WAZA
Tecnica di pressione su un punto.
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L
Non ci sono termini con la lettera "L"
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M
MA-AI
Distanza dall'avversario.
Indica la distanza tra i due avversari; tale distanza deve consentire sia di far
sentire la "pressione psicologica" all'avversario che di partire rapidamente per
portare a buon fine le proprie tecniche o di impostare una difesa ed un
contrattacco adeguato in caso di attacco.
MAAI GA TOH
"Distanza non corretta"
MAE
Frontale, anteriore. Contrario USHIRO (posteriore)
MAE ASHI KERI
Calcio con la gamba anteriore.
MAE EMPI UCHI
Percossa con il gomito anteriore.
MAE KERI KEAGE
Calcio frontale a schiaffo (MAE KEAGE).
MAE KERI KEKOMI
Calcio frontale a spinta (MAE KEKOMI).
MAE UKEMI
Caduta controllata rotolando in avanti.
MAKOTO
"Sincerità"
Con tale termine si indica un sentimento di assoluta sincerità che presuppone
una mente pura e libera (dai pensieri quotidiani - vedere MOKUSO e MUSHIN).
Il praticante durante il suo allenamento deve elevare la propria concentrazione
mentale al di sopra del quotidiano confrontandosi con il proprio avversario o,
in ultima analisi, con se stesso, senza pregiudizi o preclusioni; utilizzando un
termine caro ai maestri Zen "MUSHOTOKU" che significa "senza scopo né spirito di
profitto"
Solo con questo atteggiamento il praticante potrà raggiungere livelli di
comprensione della "via" sempre più elevati.
MANABU
"Apprendimento per imitazione"
Studiare movimenti e tecniche seguendo ed imitando l'istruttore.
MANJI UKE
Doppia parata dove un braccio esegue GEDAN BARAI da una parte, mentre l'altro
braccio esegue JODAN UCHI UKE.
MATTE
"Aspettare / Attesa"
MAWASHI KERI
Calcio circolare.
MAWASHI ZUKI
Pugno circolare, tirato con rotazione del corpo e del braccio.
MAWASHI EMPI UCHI (ATE)
Percossa di gomito. Anche chiamata MAWASHI HIJI ATE.
MAWASHI HIJI ATE
Percossa di gomito. Anche chiamata MAWASHI EMPI UCHI (ATE).
MAWAT-TE
Comando impartito dall'istruttore agli allievi per girare nel senso opposto.
MEN
Frontale, che stà davanti.
MIENAI
"Non ho potuto vedere"
Utilizzato dal giudice per indicare che la tecnica non era visibile dal suo
angolo.
MIGI
Destra. Contrario HIDARI
MINAMI (NAN)
Sud. Contrario BOKU o KITA
MIKAZUKI KERI
Calcio circolare a salire. Il MIKAZUKI GERI é considerato l'antesignano del
MAWASHI KERI. Il MIKAZUKI KERI é un calcio che viene portato con l'interno del
piede.
MOKUSO
"Meditazione"
L'allenamento, spesso, inizia e finisce con un breve periodo di meditazione.
Lo scopo della meditazione é di liberare la mente e, per questo, la respirazione
é fondamentale. La posizione é di SEIZA, (la pratica Zazen prevede naturalmente
la posizione a fiore di loto ma é importante comunque il contatto tra le
ginocchia e la terra per permettere all'energia di fluire nel corpo); le mani
sulle cosce oppure unite con le dita a formare un'ellisse; lo sguardo deve
essere "appoggiato" ad una distanza di circa quattro metri di fronte, senza
mettere a fuoco nulla e ad occhi socchiusi. La lingua deve poggiare senza sforzo
dietro gli incisivi superiori toccando appena il palato; l'inspirazione viene
eseguita velocemente "immagazzinando energia", per un attimo poi si porta la
respirazione al ventre comprimendo con il diaframma, per iniziare poi la
distribuzione dell'energia con l'espirazione che deve essere molto lenta,
maestri Zen eseguono espirazioni di oltre cinque minuti.
Mentre l'aria contenente le impurità esce, l'energia viene compressa dal
diaframma e fluisce nel corpo come l'acqua che, compressa in un circuito,
fluisce in tutti i tubi.
Con tale respirazione, che dovrebbe essere tenuta sempre durante la pratica, la
mente si libera ed il corpo riceve energia. Inoltre l'inspirazione, che
rappresenta il momento di massima vulnerabilità del praticante, viene ridotta al
minimo mentre la parte di espirazione, da cui nasce il KIAI più potente, dura a
lungo consentendo di essere sempre pronti all'azione.
MOROTE UKE
Parata rinforzata. Un braccio, con il pugno o con la mano aperta, sostiene
l'altro braccio durante una parata.
MOROTE ZUKI
Doppio pugno parallelo. E' una tecnica di pugno eseguita con entrambe le
braccia.
MOTO NO ICHI
"Posizione di partenza." i contendenti, l'arbitro ed i giudici ritornano alle
loro rispettive posizioni.
MU
Prefisso con il seguente significato "mancanza, assenza, niente"
MUDANSHA
Praticanti senza cintura nera.
MUMOBI
"Richiamo per mancanza di controllo in un attacco"
L'arbitro punta l'indice in aria a 60 gradi dal lato dell'attaccante.
MUMOBI KEIKOKU
"Richiamo con penalità WAZA-ARI"
L'arbitro usa un segnale a due mani annunciando AKA (SHIRO) MUBOBI-KEIKOKU poi
punta l'indice in aria a 60 gradi dal lato dell'attaccante e successivamente
verso i piedi dell'attaccante.
MUSHIN
"Assenza di mente"
Lo stato di vuoto mentale in cui si ha la massima libertà e flessibilità di
adattamento, in tale stato l'adattamento avviene senza tempi di reazione cioè
senza bisogno di pensare a ciò che avviene (immediatamente). In altre parole
senza soffermarsi o porre attenzione specifica su alcunchè. Reattività allo
stato puro.
E' opportuno ricordare che il termine "vuoto" assume nel caso specifico un
significato particolare e più affine ad una interpretazione Zen, infatti non
indica, secondo l'interpretazione occidentale, una completa assenza di materia
ma bensì uno stato dove il "tutto" é ricompreso. Al fine di rendere
comprensibile tale concetto risulta utile richiamare uno dei principi Zen:
l'essenza di tutte le cose é celata dai pensieri che affollano la nostra mente.
Come in uno specchio coperto dalla polvere e dalla sporcizia che non può
riflettere la realtà. Solo se riusciamo ad eliminare tali ostacoli potremo
comprendere l'universo.
MUSHOTOKU
Termine Zen che letteralmente significa "senza scopo né spirito di profitto".
MUSUBI DACHI
Posizione di attenzione, eretti e pronti comunque all'azione con i piedi
leggermente puntati verso l'esterno.
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N
NAGASHI UKE
Parata eseguita di forza, con grande potenza.
NAGASU
"Fluire come l'acqua". Uscita da un attacco in arrivo. Con questo termine si
indica l'essere trasportati da una corrente in una tempesta. Questo principio é
strettamente collegato alla parata NAGASHI UKE in cui si ridirige l'attacco al
momento in cui si é più vicino possibile all'avversario.
NAIFANCHI DACHI
Posizione sia frontale che laterale di grande stabilità : piedi paralleli, gambe
aperte a cercare di formare un rettangolo con il pavimento, glutei verso
l'interno. Questa posizione é anche nota come KIBA DACHI o NAIHANCHI DACHI.
NAIHANCHI DACHI
Vedi NAIFANCHI DACHI.
NAKADAKA (IPPON) KEN
Tecnica di percossa con la nocca del dito medio.
NAMI-GAESHI
Letteralmente "onda di risacca".
Tecnica di piede eseguita nel kata TEKKI SHODAN per bloccare un attacco portato
all'inguine. La tecnica può essere usata anche come percossa verso l'interno
coscia o il ginocchio dell'avvesario. E' anche applicata come fuga da un
tentativo di aggancio del piede in una proiezione. Viene eseguita portando
repentinamente, dalla posizione di KIBA-DACHI, l'interno del piede verso un
punto posto subito davanti al ginocchio della gamba opposta riportandolo
velocemente a terra senza modificare la posizione delle anche.
NAN (MINAMI)
Sud. Contrario BOKU o KITA
NAOT-TE (NAORE)
Comando dato dall'istruttore per rilassarsi dopo l'esercizio svolto.
NEKO ASHI DACHI
Posizione "del gatto", posizione che si trova in alcuni KATA superiori (es. UNSU).
NIHON NUKITE
Tecnica di percossa portata con la punta di due dita.
NIDAN
Secondo livello. Secondo grado di cintura nera.
NIDAN KERI
Doppio calcio.
NISHI (ZAI)
Ovest, occidente. Contrario TO o HIGASHI
NUKETE IRU
"Fuori obiettivo "
NUKITE
Mano a punta di lancia. Nukite é una posizione della mano che si usa per
percosse con la punta delle dita in punti del corpo umano sensibili e poco
protetti muscolarmente (per esempio la gola).
Ippon-Nukite : mano a lancia con un solo dito
Nihon-Nukite : mano a lancia con due dita,
Yonhon-Nukite: mano a lancia con quattro dita
NUNCHAKU
Arma di Okinawa costituita da due bastoni uniti da una corda o una catena. Era,
originariamente, un attrezzo agricolo per la battitura del riso.
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O
OBI
Cintura.
OI-ZUKI (OI-TSUKI)
Pugno portato con lo stesso braccio della gamba che avanza.
ONEGAI SHIMASU
"Sei il benvenuto nel praticare con me" o, letteralmente, "ti pongo una
richiesta." Si dice ad un compagno di allenamento quando si inizia la pratica.
OMOTE
Diritto, normale. Contrario URA
Detto di un Kata che viene svolto nel senso previsto. Tale termine indica, nella
pratica dell'arte, ciò che é normalmente accessibile a tutti e quindi evidente,
non nascosto
OSAE UKE
Parata pressante.
OSAE KOMU
Mettere maggior forza nell'azione
OTOSHI EMPI UCHI
Tecnica di percossa con il gomito eseguita portando il gomito dall'alto al
basso. Anche chiamata Otoshi Hiji Ate.
OYAYUBI IPPON KEN
Nocca del pollice.
OYO WAZA
Applicazione di tecniche di Kata eseguite secondo determinate condizioni.
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P
Non sono stati inseriti termini con la lettera "p"
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Q
Non sono stati inseriti termini con la
lettera "q"
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R
REI
(1) "Rispetto". Un metodo di mostrare rispetto nella cultura giapponese é
l'inchino. E' d'uso che l'inchino della persona più giovane sia più marcato
della persona più anziana.
(2) Zero.
REIGI
"Etichetta".
Anche definita come REISHIKI. L'osservare costantemente l'etichetta é parte del
Karate tanto quanto la pratica della tecnica. L'osservare l'etichetta indica
sincerità (MAKOTO) e desiderio di imparare nel rispetto dei diritti e degli
interessi degli altri.
REINOJI DACHI
Posizione di guardia con i piedi che tracciano una L.
REN
Consecutivo (REN-KERI calcio alternato, REN-TSUKI pugno alternato)
REN-KERI
Calcio alternato
REN-TSUKI
Pugno alternato
RENSEI
Torneo di pratica. i concorrenti sono giudicati secondo la loro performance.
RENSHI
"Persona che ha perfezionato sè stesso." E' una persona considerata un
istruttore esperto. Questo stato é un prerequisito prima dello stato di KYOSHI.
Il titolo di Renshi é usualmente assegnato da yodan (4 dan) a rokudan (6 dan), a
seconda del sistema. RENSHI da 4 a 6 dan, KYOSHI 7 dan, HANSHI il grado più alto
conferito
RONIN
Samurai senza padrone
RYO
Entrambi, ambedue le parti (RYO-TE tutte e due le mani, RYO-ASHI tutte e due le
gambe)
RYU
Tradizione, scuola, stile, metodo.
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S
SAGI ASHI DACHI
Posizione su una gamba. Anche chiamata GANKAKU DACHI o TSURU ASHI DACHI.
SAI
Arma di Okinawa che ricorda la lettera greca 'Psi'. Anche in questo caso, come
per molte altre armi del KOBUDO, era originariamente un attrezzo agricolo
utilizzato nel caso specifico per movimentare il fieno.
SAN
(1) Amico, signor............ Generalmente viene posto dopo il nome di una
persona quando ci si rivolge allo stesso in tono amichevole.
(2) Tre
SANBON KUMITE
Combattimento a tre tecniche. SANBON SHOBU Combattimento a tre punti. Utilizzato
nei tornei.
SANBON TSUKI (ZUKI)
Serie di tre pugni. Il primo OI-TSUKI JODAN, il secondo e il terzo OI-TSUKI
CHUDAN (generalmente in ZENKUTSU DACHI), il ritmo di questa tecnica prevede un
tempo più ravvicinato nell'effettuare la seconda e la terza tecnica.
SANCHIN DACHI
Posizione a clessidra.
SANKAKU
Triangolare.
SANKAKU TOBI
Salto triangolare.
SASHITE
Indica l'elevazione della mano sia per colpire che per prendere o parare.
SAYU
Prefisso che indica una tecnica effettuata contemporaneamente sia con la
sinistra che con la destra.
SEI
Tranquillità, inattività.
SEIKEN
Parte anteriore del pugno formato dalle nocche dell'indice e del medio.
SEIRYUTO
Mano a "sciabola cinese". Tecnica di percossa portata con la base della mano a
SHUTO (mano aperta a coltello).
SEIZA
Posizione in ginocchio seduti sui talloni. Stare seduti in questa posizione,
richiede una certa abitudine per l'estensione dei tendini, muscoli e legamenti
sia della caviglia che del ginocchio cui gli occidentali non sono naturalmente
abituati al contrario degli orientali. Viene utilizzata nell'apertura ed nella
chiusura formale dell'allenamento.
SEMPAI
Anziano di palestra.
SEN NO SEN
Attacco portato nell'esatto momento dell'attacco dell'avversario.
SEN SEN NO SEN
Attacco portato un attimo prima dell'esatto momento dell'attacco
dell'avversario. Attacco preventivo.
SENSEI
Insegnante.
Si usa chiamare l'istruttore "Sensei" durante la pratica piuttosto che con il
suo nome. Se l'istruttore é un istruttore permanente del proprio DOJO o della
federazione, é corretto rivolgersi a lui come "Sensei" in qualunque occasione.
SENSEI NI REI
Saluto all'istruttore (vedere il capitolo ETICHETTA DEL DOJO)
SEOI
Spalla
SEOI NAGE
Parata effettuata con la spalla.
SHI
(1) Quattro.
(2) Morte.
SHIAI
Incontro, gara (evento).
SHIDOIN
Istruttore formalmente riconosciuto come tale ma non ancora SENSEI. Assistente
Istruttore.
SHIHAN
Titolo formale che significa, approssimativamente, "istruttore principale".
"Insegnante di insegnanti".
SHIKKAKU
"Squalifica"
E' una squalifica dal torneo, competizione o incontro. L'avversario viene
premiato con SANBON (tre punti). Al fine di decidere l'entità dello SHIKKAKU, il
consiglio degli Arbitri deve essere consultato.
SHIKKAKU può essere invocato quando uno dei contendenti commette un'azione che
intacca il prestigio e l'onore del Karate-Do o viola le regole generali del
torneo. L'Arbitro usa una segnalazione a due mani con l'annuncio "AKA (SHIRO) -
SHIKKAKU." Prima indica con il dito indice il viso del colpevole poi
obliquamente davanti e dietro di lui. L'Arbitro annuncerà poi il vincente con "AKA
(SHIRO) NO KACHI" e la gestualità indicata precedentemente.
SHI-HO
Quattro (shi) direzioni (ho)
SHIKO DACHI
Posizione "quadrata", stabile. Posizione fondamentale nel SUMO e spesso usata
negli stili Goju-Ryu e Shito-Ryu. Simile alla posizione KIBA DACHI ma con i
piedi rivolti all'esterno.
SHIN
Parte centrale, nucleo, anima, cuore. Nella filosofia Zen si usa dire che
l'insegnamento si tramette dal Maestro all'allievo secondo il principio "Shin de
Shin" cioé da cuore a cuore.
SHINZO
Cuore
SHIRO
Bianco
SHIZENTAI (SHIZEN-DACHI)
Positione naturale. Il corpo é rilassato ma pronto.
SHO
(1) Maggiore.
(2) Palmo della mano
SHOBU HAJIME
E' il comando usato dall'arbitro per iniziare il tempo supplementare in una
gara.
SHOBU SANBON HAJIME
"Iniziare il turno" (di attacco/difesa) nell'incotro a tre punti
SHOMEN
Parte frontale o parte superiore della testa. Indica anche la parte anteriore
del Dojo.
SHOMEN NI REI
Saluto al fronte del Dojo dove, generalmente, sono appese le immagini dei
maestri (vedi ETICHETTA DEL DOJO).
SHOTO
Letteralmente "Onde di pino", pseudonimo con cui il maestro G. Funakoshi firmava
le sue poesie.
SHOTOKAN
Nome dello stile di KARATE del maestro G. Funakoshi. Il termine é formato da due
ideogrammi SHOTO "Onde di pino" e KAN "casa, scuola"; inizialmente era il nome
del primo Dojo del maestro e successivamente, anche se contro il volere dello
stesso maestro, venne utilizzato anche per indicarne lo stile praticato.
SHU (TE)
Mano
SHUGO
"Chiamata dei Giudici"
L'Arbitro richiama i Giudici con le braccia.
SHUTO TE
Come SHUTO UKE. Questo era il nome usato prima della formalizzazione del Karate.
Indica la parata effettuata con la mano aperta "a taglio".
SHUTO UKE
Parata effettuata con la mano aperta "a taglio".
SOCHIN
Immobile di fronte al pericolo, nome di un Kata superiore.
SOCHIN DACHI
Posizione solida. Posizione che si trova nel Kata Sochin detta anche FUDO DACHI.
SOKUMEN (YOKO)
Lato, laterale.
SOKUTO
Taglio del piede. E' il termine usato per indicare la parte esterna del piede
che colpisce nei calci laterali.
SOTO
Esterno
SOTO (UDE) UKE
Parata dall'esterno verso l'interno eseguita con la parte interna del'avambraccio.
SUKUI UKE
Parata raccolta
SUMI
Angolo
SUNDOME
Non contatto, arrestare la tecnica appena prima del bersaglio (un SUN é pari a
circa tre centimetri).
SUNE
Tibia.
SUNE UKE
Parata effettuata con la tibia.
SUWARI WAZA
Tecnica portata da seduti.
SURI
Scivolare
SURI ASHI
Spostamento della posizione con iniziale modifica della distanza tra i piedi:
per esempio per avvicinarsi all'avversario, si avvicina il piede posteriore a
quella anteriore per poi stendere nuovamente la gamba posteriore ed eseguire la
tecnica.
TORNA ALL'INDICE
T
TACHI
Spada lunga giapponese.
TAI
Corpo
TAIKYOKU
Letteralmente "primo elemento" o "prima causa". Nome dei primi tre Kata (Shodan,
Nidan e Sandan) per principianti elaborati dal Maestro G. Funakoshi.
TAIMING GA OSOI
"Tempo errato"
TAI SABAKI
Rotazione, movimento del corpo.
TAMESHIWARI
Tecniche di rottura.
TANDEN
Il centro dell'energia, situato al di sotto dell'ombelico (indicato anche come
HARA).
TATE
Verticale
TATE EMPI
Tecnica di percossa verso l'alto con il gomito (AGE EMPI).
TATE ZUKI
Tecnica di pugno con il palmo su un piano verticale (mignolo in basso pollice in
alto).
TATE URAKEN UCHI
Tecnica di percossa con la parte posteriore del pugno.
TE (SHU)
Mano
TEIJI DACHI
Posizione con i piedi a "T".
TEISOKU
Pianta del piede.
TEISHO
Base del palmo della mano.
TEISHO UCHI
Tecnica di percossa con la base del palmo della mano.
TEISHO UKE
Tecnica di parata con la base del palmo della mano.
TETTSUI UCHI (KENTSUI UCHI)
Tecnica di percossa "a martello" portata con il pugno dall'alto verso il basso.
Anche chiamata KENTSUI.
TEKKI
Calvalcare. Nome di un gruppo di tre Kata (Shodan, Nidan e Sandan)
contraddistinto dall'utilizzo di una unica posizione KIBA DACHI "posizione del
cavaliere" il cui embusen si sviluppa su di un'unica riga.
TO (HIGASHI)
Est, oriente. Contrario ZAI o NISHI (ovest)
TOBI
Salto
TOBI GERI
Tecnica di calcio effettuata durante un salto (laterale YOKO TOBI GERI frontale
MAE TOBI GERI).
TOI (EN)
Lontano. Contrario KIN o CHIKAI
TONFA
Attrezzo da lavoro usato per battere il grano, utilizzato come arma ad Okinawa.
TORANAI
"Nessun Punto"
TORIMASEN
"Tecnica non accettabile per il punteggio".
Come l'HIKIWAKE l'arbitro incrocia le braccia davanti al torace poi le apre ai
lati del corpo ma con i palmi rivolti verso il basso.
TOKUI
Preferito, prediletto.
TORA
Tigre.
Lo stile Shotokan utilizza la tigre come proprio simbolo.
TSUKAMI WAZA
Tecnica di "presa". Parata eseguita afferrando l'arma, il braccio o la gamba
dell'avversario.
TSUKI
Pugno.
TSUMASAKI
Punta delle dita.
TSURU
Gru, uccello dei Gruidi con becco, collo e gambe molto lunghe.
TSURU ASHI DACHI
Posizione allungata anche chiamata GANKAKU DACHI e SAGI ASHI DACHI.
TSUZUKETE
"Proseguire!"
Richiamo al combattimento ordinato a seguito di una interruzione non
autorizzata.
TSUZUKETE HAJIME
"Proseguimento del combattimento: iniziare!"
L'arbitro, sulla propria linea, si porta in ZENKUTSU DACHI arretrando una gamba,
poi estende le braccia in avanti con i palmi rivolti verso i due contendenti e,
ordinando il comando, unisce i palmi chiudendo le braccia.
TORNA ALL'INDICE
U
UCHI DESHI
Studente che vive nel dojo. Con questo termine si indica in Giappone i
praticanti che dedicano la loro vita al dojo abitandoci, e, spesso, occupandosi
del servizio personale del SENSEI.
UCHI (UDE) UKE
Parata interna.
UDE (WAN)
Avanbraccio.
UKE
Parata.
UKEMI WAZA (TAMESHI WAZA)
Tecnica di rottura di oggetti (tavole, mattoni, etc.)
URA
Contrario, nascosto. Contrario OMOTE
URA ZUKI
Pugno "upper-cut" dal basso verso l'alto usato per brevi distanze.
URAKEN
Dorso del pugno (nocche).
USHIRO EMPI UCHI
Percossa all'indietro con il gomito.
USHIRO KERI
Calcio all'indietro.
TORNA ALL'INDICE
V
Non sono stati inseriti termini con la lettera "v"
TORNA ALL'INDICE
W
WASHIDE
Mano a testa d'aquila.
WA-UKE
Parata in cui il percorso seguito dalla mano é simile allo yoko-uke. Immaginate
di passare la mano su un muro in fronte a voi con il palmo aperto seguendo un
mezzo cerchio. Al termine della parata la mano é leggermente angolata verso
l'esterno
WAN (UDE)
Avambraccio.
Nai-Wan: Parte interna dell'avambraccio
Gai-Wan: Parte esterna dell'avambraccio
Hai-Wan: Parte superiore dell'avambraccio
Shu-Wan: Parte inferiore dell'avambraccio.
WAZA
Tecnica.
WAZA ARI
"Mezzo punto"
TORNA ALL'INDICE
X
Non ci sono termini con la lettera "x"
TORNA ALL'INDICE
Y
YAMA ZUKI
Doppio pugno portato descrivendo una "U" grande in orizzontale con le braccia.
Il pugno inferiore é quasi come l'URA-ZUKI mentre il braccio che porta il pugno
superiore passa appena sopra alla testa. E' una delle tecniche principali del
kata Bassai-dai. Il termine YAMA ("montagna") viene scritto con un ideogramma
che ricorda una "E" sdraiata dove il trattino corto é la testa del praticante
mentre i due trattini lunghi sono le braccia.
YAME
"Stop!" - Fermarsi
YASUMI
Riposo. Termine usato dall'istruttore per far rilassare i praticanti prima di
una spiegazione teorica
YOI
"Pronti! - Attenzione!".
YORI ASHI
Spostamento in scivolamento mantenendo la stessa distanza tra i piedi (si parte
e si ritorna quindi nella stessa posizione).
YOKO (SOKUMEN)
Lato, laterale.
YOKO GERI KEAGE
Calcio laterale a schiaffo. Anche chiamato semplicemente YOKO KEAGE.
YOKO GERI KEKOMI
Calcio laterale a spinta. Anche chiamato semplicemente YOKO KEKOMI.
YOKO MAWASHI EMPI UCHI
Percossa portata con il gomito in rotazione.
YOKO TOBI GERI
Calcio laterale portato durante un salto.
YOWAI
"Poca attenzione"
YUDANSHA
Chi indossa la cintura nera di ogni grado.
TORNA ALL'INDICE
Z
ZAI (NISHI)
Ovest, occidente. Contrario TO o HIGASHI
ZAN-SHIN
"Attenzione" (della mente e del cuore).
Con questo termine si indica uno dei punti fondamentali dell'allenamento (e
della vita) del karateka.
Mantenere l'attenzione é importante affinché si sia pronti in ogni momento ad
eseguire una tecnica qualsiasi.
Più in generale, nella vita, "Zanshin" é la focalizzazione della nostra
attenzione.
Indica una intensa concentrazione pur essendo rilassati. Anche quando la propria
tecnica é terminata si deve mantenere "alta la guardia" con il completo
controllo delle nostre facoltà.
ZA-REI
Il saluto tradizionale giapponese dalla posizione di SEIZA.
ZA-ZEN
Meditazione Zen.
ZEN
Filosofia orientale di derivazione buddista che tende al raggiungimento della
"illuminazione" mediante la pratica della meditazione.
ZENKUTSU DACHI
Posizione fondamentale, é una posizione frontale con il peso al 70%-75% sulla
gamba anteriore. Il ginocchio avanzato deve esere perpendicolare al terreno
esattamente sopra l'alluce: né avanzato né arretrato per evitare sovraccarichi
dei legamenti del ginocchio. Il piede posteriore deve essere rivolto il più
possibile in avanti.
ZEN-PO (ZEN)
Davanti, frontale. Contrario KO-HO (KO) indietro
ZEN-SHIN
Avanzare, anteriore. Contrario KO-TAI indietreggiare
ZORI
Tipiche ciabatte giapponesi (infradito)
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z
TORNA ALL'INDICE
Numeri cinesi
Uno - ICHI (primo - dai ichi)
Due - NI (secondo - dai ni)
Tre - SAN (terzo - dai san)
Quattro - SHI o YON (quarto - dai shi/yon)
Cinque - GO (quinto - dai go)
Sei - ROKU (sesto - dai roku)
Sette -SHICI o NANA (settimo - dai shici/nana)
Otto - HACHI (ottavo - dai hachi)
Nove - KU o KYUU (nono - dai ku/kyu)
Dieci - JU o JYUU (decimo - dai ju)
Undici - JU ICHI (undicesimo - dai ju ichi)
Dodici - JU NI (dodicesimo - dai ju ni)
Venti - NI JU (ventesimo - dai ni ju)
Trenta - SAN JU (trentesimo - dai san ju)
Quaranta - YON/SHI JU (quarantesimo - dai yon/shi ju)
Cento - HYAKU (centesimo - dai hyaku)
Mille - SEN (millesimo - dai sen)
Diecimila - MAN
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