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Shihan Angelo Tosto

 

Cos'è  Il "KI"

 

 

Il "Ki" nelle Arti Marziali
 


        Nella pratica, quando il tuo avversario sferra un colpo, devi già essere in movimento. Dopo che l'hai visto muoversi, è già troppo tardi ed un falso movimento da parte tua è fuori luogo, perché il colpo del tuo avversario è quasi mortale. Muoversi simultaneamente con il colpo; si deve sentire l'intenzione dell'avversario.

        Ma, in realtà, non è questione di usare la mente, ci si deve muovere naturalmente, senza pensarci. Quando raggiungerai questo stato, riuscirai a muoverti simultaneamente con l'ordine. Se pensi troppo all'inizio del colpo dell'avversario, non ti renderai conto dei suoi movimenti.

        Solo quando la tua mente è tranquilla come una pozza d'acqua e sei fisicamente all'erta, potrai renderti conto dei movimenti dell' avversario e della sua respirazione naturale. In questo stato sentirai i cambiamenti di sentimento del tuo avversario.
 

 

  Shihan Ueshiba Morihei


        Dare una definizione di Ki nelle arti marziali non è affatto semplice. Per tradizione esso viene associato a quella che i fisici del XVIII e XIX secolo chiamavano ''vis viva'' (forza viva), ovvero una sorta di fluido attraverso il quale l'energia ha la possibilità di trasferirsi da un oggetto materiale ad un altro.
        Secondo le antiche credenze, attraverso la Respirazione il Ki si accumula e riempie tutte le parti del corpo, ma viene emanato solo quando corpo e mente sono sereni e distesi.

        Secondo una trattazione più scientifica e rigorosa, il Ki potrebbe essere inteso come l'energia interna di un corpo. Inoltre è auspicabile un'inversione di tendenza nell'ambito delle arti marziali nella trattazione del Ki, in quanto spiegazioni esoteriche o pseudo-religiose sono ritenute assolutamente incoerenti e inconsistenti e al massimo adatte ad un pubblico di creduloni.

        La questione dell'armonia del Ki (o Ki-Ai ) è ancora più complessa. Si noti innanzitutto che tale questione è assolutamente diversa da quella di una mente (nel senso di Kokoro) salda e lucida, anche se entrambe si riconducono allo stesso principio: ''il miglior impiego dell'energia''.

        Tale principio, enunciato e fermamente sostenuto da Jigoro Kano, vede come sua eventuale esteriorizzazione anche il Ki-Ai, benché non sia necessario. Il Ki-Ai infatti è la manifestazione di uno stato di totale controllo del proprio corpo.

    Tuttavia, sebbene questo stato sia facilmente raggiungibile consciamente, requisito fondamentale del Ki-Ai è l'assoluta incoscienza dei propri movimenti, per quanto precisi essi siano.

        Le azioni passano dallo stato di coscienza a quello di incoscienza e perciò si dice che la mente (sempre nel senso di Kokoro) è vuota.

 



Shihan Shingeru Egami

 in un passaggio del suo libro

 


'''Karate-Do Nyumon''' dice:
 


        ''Il problema della mente è profondo. La sua elevazione ad uno stato superiore, l'allargamento e la purificazione di se stessi, sono le ultime cose da conseguire per mezzo della pratica. Si devono allenare mente e corpo, perché diversamente la pratica non ha senso.

        Tentando di pulire la vostra mente dalle impurità della vita quotidiana, per mezzo del contatto spirituale con gli altri.

        La mente ed il corpo sono simili a due ruote di un carro, nessuna delle due ha il predominio. Questa è la pratica autentica. Ottenere qualcosa di valore spirituale nella vita è vera pratica. Entrando in contatto fisico con gli altri, si entrerà anche in contatto spirituale.

        Nella vita quotidiana bisogna arrivare a conoscere le nostre relazioni con gli altri, come ognuno di noi influisca sugli altri e come le idee si possano scambiare.

     Si devono rispettare gli altri e pensare bene di loro. Le persone devono essere mentalmente aperte e rispettose del benessere e della felicità altrui. In un combattimento, quando riuscirete a trascendere dalla semplice pratica, riuscirete ad essere una cosa sola con il vostro avversario'''.

        Sempre secondo le antiche credenze, il Ki risiederebbe circa 4 centimetri al di sotto dell'ombelico, ovvero nell' hara'' (ventre). Questo perché le arti pseudo-mediche cinesi trovano una corrispondenza tra questo punto e il fantomatico meridiano del rene.

        In realtà ciò che veramente rappresenta questo punto non è altro che il '''centro di massa''' del corpo umano (soprattutto se si fa riferimento alla classica struttura fisica orientale). Infatti ancora oggi, in Giappone, avere un ventre pronunciato è sintomo di grande integrità morale derivante da una più evidente elevata stabilità posturale, fatto, questo, facilmente dimostrabile tramite semplici calcoli di tipo strutturale.
 

 

 

 

 

Il KI nella filosofia



        La possibile traduzione dell' ideogramma '''KI''', è ''Essenza Individuale'', cioè quella peculiare caratteristica che distingue ogni essere da tutti gli altri. Secondo una interpretazione spirituale o filosofica potremmo parlare di Anima, di Microcosmo, di Coscienza, di Psiche (psicologia) Psiche oppure più concretamente di Personalità, Individualità, Carattere, Identità .

        Ciò che importa stabilire ora è l'esistenza di una energia che muove dall'interno del nostro [[corpo (anatomia) corpo (inteso come sistema Mente - Corpo) e gli permette di interagire con la realtà. La cellula è l'unità fondamentale della materia vivente, il suo cuore è il nucleo, il suo
corpo è la membrana citoplasmatica.

        La membrana plasmatica non è solamente una barriera passiva tra l'ambiente esterno e quello interno della cellula (anatomia) cellula,ma è capace di governare il passaggio delle sostanze che l'attraversano. Durante lo sviluppo dell'organismo, sono le cellule che
evolvendosi e specializzandosi formano i tessuti. La cellula consiste quindi dei componenti essenziali, necessari al processo vitale, in grado di fornire a tutto l'organismo energia e materiali di costruzione.


        Il complesso delle reazioni che generano energia è detto respirazione interna, per distinguerlo dalla
respirazione polmonare. Crescita, rinnovamento e riparazione sono le caratteristiche fondamentali di ogni tipo di vita. Nell' essere umano esiste una memoria di un passato antichissimo, un collegamento con i primordi della vita ed esistono misteriose e segrete, le istruzioni per edificare l'intera vita. Le cellule sanno perfettamente quello che devono fare la crescita, la vitae la riproduzione.

        Questa conoscenza è una forma di energia, ed è in questo senso che si intende il KI, come energia ancestrale, primordiale, come memoria, saggezza e armonia interiori, collegamento a tutti gli esseri precedenti e conseguenti.

         Il Ki è l'essenza, il seme, il germe,il nucleo dove si condensa il significato della vita. Come la cellula conosce il proprio scopo, sa chi è e cosa deve fare
e lavora instancabilmente per essere sé stessa, anche l'essere umano ha un preciso compito nella vita.Cercarlo, scoprirlo, comprenderlo e realizzarlo è la chiave della felicità.

        Ki è quindi la ''Forza Vitale'' che scorre in ogni organismo vivente. In Sanscrito
è conosciuta come Prana, nella Medicina tradizionale cinese si chiama ''Chi'', e circola negli organi interni e nei Nadi meridiani generando i principali processi fisiologici come la Respirazione esterna , la digestione, la circolazione sanguigna e circolazione  linfatica, la secrezione e l' escrezione. Nelle arti marziali indica la capacità di concentrare e dirigere il potere personale durante il combattimento, (Kumite).

         Le pratiche yoga yogiche di respirazione o Pranayama mettono in condizione di accumulare l'energia all'interno del corpo,attraverso la meditazione, i mudra, i mantra possiamo interagire con il nostro equilibrio psico-fisico.
 

 

Il KI

l’’energia di ogni Essere

 

        Ki in lingua giapponese o Chi chiamata dagli antichi cinesi è l’Energia che si manifesta in ogni cosa vivente e non vivente. Nella lingua italiana viene comunemente tradotta come “Energia vitale”, nella lingua indiana è conosciuta come Prana.

        Ogni cosa vivente ha la sua energia che, aggregandosi alle molecole dà origine a quella che comunemente intendiamo per vita: c’è il Ki delle piante, il Ki degli animali e il Ki dell’uomo. Anche ciò che “non è vivente” ha la sua energia che ne tiene insieme le molecole e le fa manifestare: c’è il Ki del sole, il Ki della terra, il Ki del cielo, dell’acqua, della pietra, dell’aria ecc.

        Il Ki pulsa anche ad altri livelli, che la nostra razionalità ha collocato in un mondo a parte: sono le illusioni, i pensieri, i sogni. Secondo gli alchimisti e gli antichi saggi cinesi l’Energia Vitale, o Ki, è in realtà, la struttura stessa della persona e la conoscenza del Ki è la conoscenza dell’energia che vibra dentro ognuno di noi.

        Una buona vibrazione energetica in armonia cellulare corrisponde ad una corretta circolazione del Ki che crea un moto armonioso in ogni parte del corpo, viceversa una vibrazione energetica con una disarmonia cellulare crea cattiva circolazione, ristagno e squilibrio del flusso del Ki dando origine a quel cattivo funzionamento chiamato “malattia”.Nella cultura indiana il Ki si manifesta sotto una particolare forma di vibrazione chiamata Chakra, che letteralmente significa “ruota”.

        Questa Energia cosmica entra nel corpo in senso rotatorio e ognuno di questi chakra distribuisce energia al corpo rendendo possibili le varie funzioni vitali. Vista l’unità dell’essere umano di mente-corpo e spirito i chakra regolano e influenzano l’aspetto mentale, fisico e spirituale dell’uomo e come spirali di energia dall’esterno si irradiano nei gangli nervosi posti al centro della colonna vertebrale.
Nell’uomo vi sono tre importanti nuclei di energia chiamati in cinese Tan T ‘ien tradotto come “campo di cinabro”.

        Il Tan T’ien Inferiore si trova sotto l’Ombelico è chiamato Jin Chi , l’essenza, il Tan T’ien Mediano si trova nella zona del cuore è chiamato Chi, la vitalità, il Tan T’ien Superiore si trova nel cervello è chiamato Shen, la coscienza; dai taoisti sono considerati i Tre Tesori della Vita, sono tre forme di energia diversa in continuo movimento che si manifestano in varie forme e qualità di vibrazione differenti e con differenti funzioni.

      Questi tre centri di energia divina, come venivano chiamati dagli antichi saggi taoisti, regolano il flusso dell’Energia Ki dal basso verso l’alto e viceversa. L’apertura e il buon funzionamento di questi tre Cancelli permette una buona circolazione energetica in tutto il corpo e aiuta le forze psicofisiche ad esse collegate a manifestarsi armoniosamente.

        L’attività di questi tre centri è strettamente collegata al buon funzionamento degli organi interni e al collegamento del ritmo di tutto il corpo.
Il Tan T’ien Inferiore si trova alla base della cavità pelvica e il suo riequilibrio energetico aiuta a risolvere problemi fisici legati all’apparato uro-genitale, disturbi legati al ciclo mestruale , gonfiore alle gambe, lombosciatalgie ecc.
Il Tan T’ien Mediano si trova a livello di Anahata, il 4° chakra, quello del cuore.

        Questa zona energetica è collegata a tutti gli organi interni e alle ghiandole surrenali; con il suo riequilibrio si riattiva la ghiandola del timo importantissima per il sistema immunitario.
Il Tan T’ien Superiore si trova nella zona corrispondente alla prima vertebra cervicale. È la sede dell’energia suprema legata alla nostra mente collegata all’ipofisi e alla tiroide.