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STORIA DEI MAESTRI 

 

GRAND MASTER GICHIN FUNAKOSI - KARATE DO

SHIHAN YOSHITAKA FUNAKOSHI - KARATE DO

SHIHAN SOSAI  MAS OYAMA - KARATE DO

SHIHAN TAIJI KASE - 10° DAN - HANSHI -  KARATE DO

GRAND MASTER SHINKO MATAYOSHI - KO-BUDO

 SHIHAN SHINPO MATAYOSHI - KO-BUDO

 

 

 

 

GRAND MASTER GICHIN FUNAKOSHI - (1868-1957)

 

 

        Gichin Funakoshi nasce a Shuri, Okinawa, nel 1868, primo anno dell'era Meiji (1868 - periodo in cui il Giappone passa dal feudalesimo all'era moderna). Appartenente a una famiglia di funzionari molto legata alla tradizione,

        G. Funakoshi vuole studiare medicina, ma viene scartata a causa di una regola che andava contro la tradizione di famiglia.
Di salute cagionevole e di costituzione fragile viene portato dai genitori dal Maestro Itosu perché lo introducesse allo studio del Karate.

        Grazie alle cure del proprio medico e al buon addestramento impartito dal Maestro, Funakoshi migliora ben presto il suo stato di salute.
        A 12 anni Funakoshi passa sotto il Maestro Asato... ecco quello che scrive: "In quell'epoca mi sono allenato a un solo kata per molti mesi, e perfino per molti anni. Dovevo continuare, senza sapere per quanto tempo, fino a che il mio maestro dicesse "sì". E il maestro non diceva mai "sì". Per questo la durezza dell'allenamento è difficile da descrivere.

        Il Maestro Asato non mi toglieva mai gli occhi di dosso per tutto il tempo degli allenamenti nel suo giardino. Egli rimaneva nella veranda, seduto ben diritto sui talloni, senza cuscino. Era tuttavia già molto anziano... Quando terminava un kata, mi diceva solo "bene", "sì", o ancora, senza mai un complimento. Dovevo solo continuare a ripetere senza fine la stessa cosa, inzuppato di sudore. A fianco del maestro seduto era sempre appoggiata una lampada a petrolio il cui chiarore pareva affievolirsi, e talvolta mi accadeva di non percepirla più a causa della fatica. L'allenamento proseguiva fino all'alba."


        Funakoshi ha come Maestro, all'inizio della sua carriera di insegnante, affiancato al Maestro Asato, anche Anko Itosu (amico intimo di Asato). Questo Maestro, a differenza di Asato, si interessa ai problemi dell'educazione nel sistema scolastico.
        Con loro Funakoshi vede due facce del Karate: Asato "era come un guerriero" (grande di taglia, largo di spalle, con occhi penetranti) secondo cui "Bisogna considerare le mani e i piedi dell'avversario come una spada" (non bisogna dunque lasciarsi mai toccare).
Itosu invece non era alto e il suo corpo "era come una botte": "Se l'attacco dell'avversario non è efficace, si può ignorarne volontariamente l'effetto lasciandosi toccare", quindi "anche rafforzare il corpo contro i colpi è importante".


        Nel 1921 è incaricato di dirigere una dimostrazione di karate fatta dagli scolari in occasione della sosta del Principe imperiale, mentre nel 1922 presenta il Karate di Okinawa in un'Esposizione nazionale di educazione fisica a Kyoto.

        Jigoro Kano, che ricopriva importanti funzioni al ministero dell'Educazione, Funakoshi fa una presentazione a Tokyo (nel dojo di Kano) per poi rimanerci per diffondere l'arte del suo paese.


Per questo si ritrova senza lavoro, ma con la passione di far conoscere la Sua arte... Non avendo alcuna risorsa, Funakoshi deve lavorare come portinaio in un pensionato per gli studenti che provenivano da Okinawa: è alloggiato in una camera di 5 m2 e il suo lavoro principale consiste nella pulizia quotidiana della casa e del giardino, nella distribuzione della posta agli studenti e nel curare l'accoglienza ai visitatori.


        Purtroppo il suo lavoro serve soltanto a coprire l'affitto; per provvedere alle sue necessità ottiene il permesso di utilizzare la sala conferenze per insegnare Karate.
All'inizio, ha solo pochissimi allievi, ma in capo a due o tre anni, il numero dei frequentanti cominciano ad aumentare: gruppi di studenti di molte università formano dei club di Karate.


       Nel 1935, il Maestro scrive la sua opera più importante: "Karate-do kyohan" (Testo di insegnamento del Karate-do) mentre poco dopo (nel 1938) viene costruito dai suoi allievi il primo dojo di karate che Funakoshi chiama "Shotokan" (La casa nel fruscio della pineta).


        Quando Funakoshi scrive
"I venti precetti della via del Karate" (vedi pagina "PRECETTI") il Giappone è già in guerra con la Cina dal 1937.
Nel 1941 scoppia la guerra del Pacifico e quattro anni dopo il dojo Shotokan viene annientato sotto i bombardamenti americani.
        Una volta terminata la guerra Funakoshi, a 77 anni, lascia Tokyo per raggiungere la moglie che si era rifugiata a Oita (nel sud del Giappone). Si ritrovano insieme dopo una lunga separazione e da soli vivono coltivando la verdura e raccogliendo molluschi e alghe in riva al mare. La vita non è facile, ma finalmente sono insieme.


        Due anni dopo la moglie si ammala improvvisamente e muore poco tempo dopo. In quello stesso anno muore anche Yoshitaka, il figlio al quale aveva affidato lo Shotokan.
Funakoshi ha l'impressione di aver perso tutto nel conflitto... Gli allievi anziani e gli studenti però cominciano a ritornare e il Maestro, a 80 anni, ritorna a Tokyo.
        I suoi allievi anziani delle diverse università cominciano a riformare la scuola Shotokan e nel 1949 si costituisce la Japan Karate Association (J.K.A) con a capo Gichin Funakoshi, all'età di 81 anni.


Il Maestro muore il 26/05/1957, a 89 anni.

 

 

SHIHAN YOSHITAKA FUNAKOSHI (1906 - 1945)

 

 

 

        Anche se morì molto giovane, non ancora quarantenne, nella primavera del 1945, Yoshitaka Funakoshi (o Gigo a seconda di come si leggano i due kanji che compongono il suo nome), terzo figlio del Maestro Gichin Funakoshi, ebbe una profonda influenza sul Karate moderno.
      Mentre suo padre fu l'artefice della trasformazione del Karate da semplice tecnica di combattimento in DO cioè Via di sviluppo fisico e spirituale, Yoshitaka sviluppò, sostenuto da altri importanti artisti marziali, una tecnica che differenziò totalmente il Karate-do giapponese dall'arte originaria di Okinawa.

        Yoshitaka cominciò l'allenamento formale nel Karate-do all'età di 12 anni anche se, il suo contatto con l'arte, risaliva a qualche anno prima.
        Infatti il M° Gichin Funakoshi, come narra nel suo libro "Karate Do, My Way Of Life", si recava all'allenamento dai suoi Maestri Azato e Itosu accompagnato dai figli. Questi guardavano il padre mentre praticava e spesso, invitati dai due Maestri del padre, provavano ad eseguire qualche Kata.

        Sebbene non fosse di corporatura particolarmente robusta, Yoshitaka era tremendamente potente. Era considerato tecnicamente e psicologicamente , e lo è tuttora da molti praticanti e maestri, come il miglior karateka.

        Si dice che lo stesso M° Egami lo considerasse un genio del Karate.
Egami raccontò come il M° Yoshitaka Funakoshi si allenava al makiwara (bersaglio di paglia fissato ad un palo di legno piantato a terra): «...i suoi colpi erano terrificanti! Assumeva una posizione simile al kiba dachi (posizione del cavaliere) e colpiva il makiwara partendo con le braccia distese lungo i fianchi senza utilizzare molto la rotazione delle anche...anche se, non vi era dubbio, la sua potenza era tale da far pensare ad un colpo in cui fosse concentrato tutto il peso del suo corpo.
Spesso spezzava in due il makiwara!
        Con un tale esempio noi tutti cercavamo di imitarlo allenandoci duramente nell'intento di riuscire a rompere il makiwara...»
(da "The Way Of Karate: Beyond Technique" di Shigeru Egami).


Ci sono molti altri aneddoti che riguardano il M° Yoshitaka Funakoshi anche se oggi è molto difficile distinguere la realtà dalla leggenda.

        Alla tenera età di 7 anni gli fu diagnosticata la tubercolosi, una malattia mortale prima dell'avvento degli attuali antibiotici, e i dottori dichiararono che difficilmente avrebbe vissuto fino ai 20 anni di età.
        Forse anche a causa della sua malattia, Yoshitaka sembrava aver deciso di allenarsi con tutte le sue energie per raggiungere il più alto livello di maestria possibile nell'arte del Karate prima di perdere la battaglia con la morte.

        La sua forza di volontà e la sua forza fisica furono gli strumenti per la creazione delle nuove tecniche. Così, mentre l'antico to-de enfatizzava le tecniche di braccia, Yoshitaka scoprì ed introdusse nuove tecniche di gamba: Mawashi Geri (calcio circolare), Yoko Geri Kekomi (calcio laterale spinto), Yoko Geri Keage (calcio laterale frustato), Fumikomi (calcio battente), Ura Mawashi Geri (calcio circolare inverso) (anche se sono stato informato che questa tecnica venne introdotta da Kase Sensei) ed Ushiro Geri (calcio all'indietro).


        Tutto ciò entrò a far parte del già ricco arsenale dell'antico stile di Okinawa. Le tecniche di gamba venivano eseguite ricorrendo ad un più alto caricamento del ginocchio rispetto allo stile precedente, inoltre si enfatizzò l'uso dei fianchi.
        Altre innovazioni tecniche furono la torsione del busto alla posizione di semiprofilo (hanmi) e la distensione della gamba posteriore con rotazione dei fianchi nel momento dell'esecuzione delle tecniche. Questo per realizzare l'idea di deviare l'attacco con tutto il proprio corpo.

        Yoshitaka insisteva sull'importanza di utilizzare posizioni basse ed attacchi lunghi con attacchi concatenati, caratteristiche che differenziarono totalmente la pratica rispetto a quella del Karate di Okinawa. Insistette molto inoltre sull'oi zuki (colpo di pugno che prosegue) e sul gyaku zuki (colpo di pugno opposto).
        Gli allenamenti erano durissimi; Yoshitaka richiedeva ai suoi studenti il doppio delle energie che avrebbero speso in uno scontro reale per essere certo che sarebbero stati pronti a reagire in caso di bisogno.

 

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LA STORIA DEL KYOKUSHIN KARATE E DEL SUO FONDATORE

SHIHAN SOSAI  MAS OYAMA 10° DAN  (1923 - 1994)

 

 

        Il 12 Luglio del 1923, in un villaggio della Corea del Sud chiamato Qa-Ryong-Ri Yong-chi-Myo'n Chul Na Do, nei pressi di Gunsan, nasce Masutatsu Oyama. Il suo nome originario era Young Li, ma, come per i tutti i coreani emigrati in Giappone, gli fu imposto di adottare un nome giapponese, e così gli fu dato il nome Masutatsu "Oyama", che significa "grande (O) montagna (Yama)".

 

        All'età di 9 anni, dopo essere stato mandato in Manciuria presso la fattoria della sua sorella, inizia a praticare le Arti Marziali, studiando la disciplina del Kempo cinese del Sud, conosciuta anche come tecnica delle "Diciotto Mani di Lohan" (Sho Pa Lo Han Shou) sotto la guida del maestro Yi. A 12 anni, pare, sia ritornato in Corea, dove pratica un arte marziale autoctona chiamata Chabi.

 

        Nel 1938, all'età 15 anni, Mas Oyama si trasferisce definitivamente in Giappone, con la speranza di entrare nella Yamanashi Youth Aviation Institute, una scuola di aviazione, per diventare un pilota, ma deve presto abbandonare il suo sogno a causa delle difficili condizioni di vita e delle sue origini coreane, ed è costretto a trovarsi un lavoro.

 

        Prosegue però il suo allenamento praticando il judo e la boxe, e il suo interesse per le arti marziali lo porta al dojo di Gichin Funakoshi, presso l'università Takushoku, dove inizia a studiare con dedizione il Karate di Okinawa (oggi Karate Shotokan), facendo rapidamente progressi. All'età di 17 anni è già 2° dan, mentre all'età di 20 anni consegue il 4° dan. A questo punto si interessa più profondamente al judo, riuscendo in meno di quattro anni a raggiungere il grado di 4° dan.

 

        Il passo successivo fu l'ingresso nel Butokukai, l'accademia formativa dell'Arma Imperiale Giapponese, specializzata in guerriglia, spionaggio e combattimento a mani nude, dove Oyama passa 2 anni. Quando il Giappone venne sconfitto alla fine della seconda guerra mondiale, Mas Oyama, come molti altri giovani giapponesi, attraversa una crisi personale, aggravata anche dai contrasti con Gichin Funakoshi, ma riesce ad uscirne con l'aiuto di So Nei Chu, un grande Maestro coreano che era stato allievo di Chojun Miyagi, il fondatore del Karate Goju Ryu.

 

        Il Maestro So era famoso per la sua forza fisica e la sua spiritualità, ed ebbe una profonda influenza su di lui, insegnandogli l'inseparabilità del budo e i fondamenti spirituali del Buddismo. Dopo un paio d'anni di allenamento, il maestro So consiglia a Mas Oyama di dedicare la sua vita alle Arti Marziali e di ritirarsi nelle montagne per addestrare la sua mente e il suo corpo, fino a raggiungere la "Via Marziale".

 

        A 23 anni, Mas Oyama incontra Eiji Yoshikawa, autore della novella "Musashi" (un libro da leggere per coloro che praticano le Arti Marziali), il quale ha dedicato la vita alla ricerca dei più famosi Samurai del Giappone. Sia la novella che l'autore aiutano Mas Oyama a capire il significato del Bushido (codice dei Samurai).

 

        In quell'anno Oyama, si reca dal Maestro Minobu, nella Prefettura di Chiba, dove Musashi sviluppò il suo stile di combattimento con la spada: il Nito Ryu. Così nel 1946 Oyama parte per l'addestramento, verso un luogo remoto sul monte Kiyosumi nella Prefettura di Chiba. Ad accompagnarlo c'era uno dei suoi allievi, Yashiro, e un amico, il signor Kayama, che provvedeva ai rifornimenti di cibo.

 

        Proprio quando attraverso un vigoroso allenamento Mas Oyama era riuscito a superare il problema dello stress mentale causato dalla solitudine, Yashiro cede e dopo 6 mesi abbandona il maestro. Oyama progettava di rimanere sulle montagne per 3 anni, ma la fuga dell'allievo è un duro colpo, che lo fa quasi desistere dall'impresa.

        Solo l'incoraggiamento di So Nei Chu, che lo esorta piuttosto a tagliarsi le sopracciglia per farsi passare la nostalgia di casa (Sosai non si sarebbe mai fatto vedere in giro conciato così!), riesce a convincerlo a restare e a proporsi di diventare il karateka più forte del Giappone. Ma dopo solo 14 mesi è costretto a rinunciare all'impresa, perché Kayama non può più sponsorizzarlo per cause di forza maggiore.

 

        Pochi mesi dopo, nel 1947, Mas Oyama mette alla prova il suo allenamento partecipando e vincendo alla sezione di Karate del Primo Torneo Nazionale delle Arti Marziali di Kyoto, un torneo senza esclusione di colpi. Così riesce a superare lo sconforto per non aver completato i tre anni di solitudine. Durante una rissa in un locale notturno di Tokyo, Oyama uccide il suo avversario e viene arrestato, processato ed assolto per legittima difesa.

 

        Decide quindi di dedicare la propria vita completamente alla Via del Karate. Così ricomincia, questa volta sul monte Kiyozumi, sempre nella Prefettura di Chiba. Questo posto viene scelto per lo sviluppo della progressione spirituale, ma anche fisicamente non si scherza: 12 ore di allenamento al giorno, senza giorni di riposo, stando sotto cascate gelate, rompendo le pietre del fiume con le mani, utilizzando gli alberi come Makiwara, saltando sopra le piante centinaia di volte al giorno.

 

        Tutto questo alternato allo studio dei classici antichi sulle Arti Marziali Zen, e della filosofia. Dopo 18 mesi Sosai scese pieno di fiducia in se stesso, e capace di prendere il controllo della sua vita.

        Nel 1950, iniziano i suoi famosi combattimenti con i tori, in parte per mettere a prova la sua forza e in parte per dimostrare al mondo il potere del suo Karate.

 

        La sua potenza è evidente: ha combattuto con 52 tori, uccidendone 3 al primo colpo e rompendo le corna di 49 di loro solo con colpi di lato con la mano. Con questo non si vuole certo dire che sia stato facile per lui. Oyama amava ricordare il risultato del suo primo tentativo contro un toro infuriato. Nel 1957 in Messico, all'età di 34 anni, è stato quasi ucciso da un toro che lo infilzò alla schiena, anche se, in qualche modo, Oyama è riuscito a tirarlo a se e gli ha rotto le corna. Dovette rimanere a letto per circa 6 mesi a causa della gravità delle ferite riportate.

 

        Oggi, ovviamente, qualche gruppo di animalisti potrebbe avere qualcosa da ridire a proposito di queste dimostrazioni, malgrado quegli animali fossero comunque destinati al macello.

Nel 1952, si trasferisce negli Stati Uniti per un anno, dando dimostrazione del suo Karate dal vivo e sulla televisione nazionale. Durante gli anni successivi, riceve numerose sfide da pugili, thai-boxer, lottatori di wrestling, dominando su tutti, vincendo contro circa 270 diversi sfidanti.

 

        La maggior parte di queste persone vengono addirittura sconfitte con un solo pugno e i combattimenti non duravano più di tre minuti, in alcuni casi solo qualche secondo. Il suo principio di combattimento è semplice: "se riesce ad arrivare fino all'avversario...è fatta. Se ti colpisce ti rompe. Se blocchi un suo pugno alle costole, il tuo braccio si rompe o si sloga. Se non lo blocchi, la tua costola si rompe".

 

        Arriva ad essere conosciuto come "La Mano di Dio" (in giapponese : "kami no te"). Per Oyama, quello era il vero scopo del Karate. L'eccessivo lavoro di gambe e le tecniche complesse erano secondarie, nonostante fosse conosciuto anche per la potenza dei suoi calci alla testa. E' durante una delle sue visite negli Stati Uniti che Mas Oyama incontra Jacques Sandulescu, un gigante (190 cm. e 190 Kg. di muscoli) rumeno che, un tempo, era stato fatto prigioniero dall'esercito Russo all'età di 16 anni e inviato a lavorare nelle miniere di carbone per due anni. I due diventano amici, restando tali per tutta la durata della vita di Oyama.

 

 

 JACQUES RIMANE TUTT'OGGI UN ELEMENTO

DI SPICCO DELLA IKO.

 

Nel 1953 Mas Oyama apre il suo primo "Dojo" nel quartier di Mejiro, a Tokyo. Nel 1956 apre il suo primo vero dojo fu aperto in uno studio dietro l'università Rikkyo, 500 metri dall'attuale Honbu Dojo (il quartier generale). Nel 1957 c'erano già 700 membri, nonostante l'alto numero di defezioni a causa del duro allenamento (in quel periodo la forza del suo Karate era a uno dei suoi livelli più alti e di conseguenza anche l'allenamento era molto severo).

 

        Molti dei suoi studenti erano membri di altre discipline, arrivati al suo dojo interessati al jis-sen kumite (combattimento a contatto pieno), e Oyama, sotto il consiglio di Kenji Kato, sceglie di comparare i diversi stili e costruire la sua propria disciplina attraverso la scelta di quelle tecniche e di quei concetti che riteneva essere i migliori e i più"utili in un vero combattimento, non limitandosi solo al karate, ma analizzando tutte le Arti Marziali. E così da un evoluzione del suo karate nacque il Kyokushin Karate.

 

        I praticanti del Dojo di Mas Oyama concepiscono il combattimento in modo molto serio, guardandolo prima di tutto come arte da combattimento. In questo modo si aspettano di colpire ed essere colpiti. Con poche restrizioni, l'attacco alla testa diviene una cosa del tutto normale. Prese, proiezioni, colpi alle costole diventano comuni.

        I combattimenti si ripetono finché uno dei due combattenti non viene battuto. Gli infortuni in combattimento diventano una cosa quotidiana e la percentuale di abbandono cresce vertiginosamente (oltre il 90%). Inoltre vengono indossati dei do-gi non tradizionali ed è possibile indossare quello che si vuole.

 

        La prima "Scuola di Oyama" fuori dal Giappone venne aperta nel 1957 da Bobby Lowe (oggi uno Shihan) alle Hawaii, dove Oyama aveva dato nel 1952 la sua dimostrazione. In quella occasione Lowe lo aveva incontrato e si era accordato per allenarsi con lui. Il padre di Lowe era un istruttore di Kung Fu, e quindi Bobby era molto preparato nelle Arti Marziali cinesi.

 

        Inoltre aveva sperimentato ogni disciplina che aveva conosciuto: a 23 anni aveva ottenuto il 4° Dan in judo, il 2° Dan in Kempo e lo shodan in Aikido, ma la dimostrazione della potenza di Oyama lo aveva stupito, tanto che decise di andare a Tokyo per allenarsi con lui per oltre 1 anno e mezzo.

 

        Così Bobby Lowe divenne il primo "uchi deshi" (studente a vita) del Kyokushin, una tradizione che sarebbe cresciuta e conosciuta più tardi come "Wakajishi" o "I Giovani Leoni di Mas Oyama", secondo cui un ristretto e selezionato gruppo di allievi era scelto ogni anno perché si dedicassero al Karate per mille giorni.

 

        Nel 1961 Mas Oyama apre il suo Dojo a Los Angeles, il Los Angeles Dojo.

Nel 1963 iniziò la costruzione del Quartier Generale Mondiale che venne aperto ufficialmente nel 1964. In questa occasione Mas Oyama coniò per il suo karate il titolo di Kyokushin o "Ultima Verità", per celebrare l'inizio della sua diffusione nel globo in oltre 120 paesi, con oltre 10 milioni di membri che la hanno resa una delle più grandi organizzazioni di Arti Marziali del mondo.

        E' superfluo dire che una disciplina è solo forte quanto lo sono gli allievi che la rappresentano. Quindi è responsabilità di tutti quelli che hanno scelto di seguire Sosai, di allenarsi duramente e di forgiare uno spirito indomabile, affinché la reputazione di potenza nel Kyokushin Karate possa essere riconosciuta da chiunque per molti anni.

 

        Nel Luglio del 1966 viene fondata l'IKO per il Nord America, nel 1968 per l'Europa, nell'Agosto dello stesso anno per il Mezzo-Est e nell'Ottobre quella per il Sud Pacifico. Nel Febbraio del 1969 viene fondata l'IKO per il Sud Africa, in Aprile quella per il Sud-Est dell'Asia.

Nel 1969 organizza il primo Kyokushinkai All Japan Karate Tournament.

 

        Nel 1970 Mas Oyama tiene la Prima Conferenza IKO per gli Stati Uniti a Los Angeles. Presidente Tadashi Nakamura, Vice Presidente Stephen Senne.

Nel Giugno del 1971, il Dojo di New York diventa la sede principale per gli Stati Uniti.

Nel 1972 organizza la seconda edizione del campionato mondiale World Union Karate-Do Organization (W.U.K.O.) a Parigi.

 

        Nel Febbraio del 1973, Mas Oyama arriva negli Stati Uniti incontrando i responsabili dei vari Dojo, riuniti per l'occasione nel Dojo di Don Buck. In questa circostanza Oyama li incoraggia ad inviare i loro migliori combattenti al 1° Torneo Mondiale di Karate Open.

        Nel 1974 Mas Oyama riceve il grado di 9° Dan dai più importanti responsabili dell'organizzazione sparsi in tutto il mondo. Stephen Senne riceve il 4° Dan da Mas Oyama e Don Buck.

 

        Nel 1975 si tiene il 1° Torneo Mondiale di Karate Open.

Nel Settembre del 1989, Mas Oyama nomina Don Buck come Presidente della IKO per gli Stati Uniti.Sosai Mas Oyama muore il 19 Aprile del 1994 a causa di un cancro al polmone, all'età di 70 anni.

 

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SHIHAN TAIJI KASE - 10° DAN - HANSHI (1929 - 2004)

 

 

        Nato il 9 febbraio 1929 a Chiba (Giappone), inizia la pratica dello Judo all'età di sei anni; diventa uno dei migliori combattenti per la sua abilità, per la velocità di esecuzione, la potenza delle sue tecniche. All'età di quindici anni inizia la pratica del Karate presso la scuola Shotokan di Tokio. Il Maestro Kase è stato allievo diretto sia di Gichin Funakoshi che di suo figlio Yoshitaka.

        Già uno dei più qualificati istruttori della Japan Karate Association, il M° Kase arrivò in Europa nel 1965 e da allora, dopo alcuni anni trascorsi in Olanda ed in Belgio, è sempre vissuto a Parigi. Qui si è subito fatto apprezzare per le sue straordinarie qualità tecniche ed umane,  in quegli anni la Francia era ai vertici del Karate europeo e il M° Kase fu subito chiamatodal presidente Jacques Delcourt ad allenare l'equipe del "Galletto", incarico che comunque lui lasciò di lì a poco per una precisa scelta di vita: l'insegnamento del Karate Shotokan secondo i più puri precetti del suo fondatore, scevro da condizionamenti politico-sportivi.

        Questa è una costante nella vita del M° Kase: quella di essere sempre tenuto fuori dalla politica sportiva, politica che invece ha spesso avvelenato l'ambiente del Karate Tradizionale. Egli incarnava l'amore per il karate cui ha dedicato la vita. La rettitudine del suo comportamento, la lealtà verso gli amici e gli allievi, la profonda umanità che lo contraddistinguevano, fanno di lui un punto di riferimento preciso per quanti amano il karate al di sopra delle sigle, karate che ci viene direttamente da Gichin e soprattutto Yoshitaka Funakoshi. Per i suoi atleti è l'espressione più alta del Karate Tradizionale.

       Dalla sua figura traspare lo spirito più vero di questa meravigliosa Arte Marziale.Tutti i praticanti del mondo piangono la scomparsa del grande Maestro. Il Maestro è scomparso il 24.11.2004 - OSS!

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 SHIHAN SHINPO MATAYOSHI (1921 - 1997)

 

    Il MaestroShinpo MATAYOSHI , primogenito di Shinko, nasce ad Okinawa il 27/12/1921 ed inizia la pratica delle arti  marziali sotto la guida del padre. A quell'epoca Shinko Matayoshi insegnava in tre diversi dojo nelle località di Kadena, Chatan e Naha.

    All'età di quattro anni, Shinpo, frequenta il dojo di Naha guardando gli allievi del padre mentre si allenano e, all'età di sette anni conosce già cinque kata. Dal 1928 diventa allievo di Karate del maestro Chotoku Kyan (Shuri-te, Tomari-te).

    In seguito il maestro Go Genki, un cinese naturalizzato giapponese, gli insegna lo stile della Gru Bianca di Fukien (1938). Successivamente studia lo stile Goju  con  il  Maestro  Seko  Higa,  l'allievo più  anziano del  fondatore dello stile Maestro Chojun Myagi. Dal 1957 al 1959 insegna nella città di Kawasaki.


    Dal 1960 nel dojo del Maestro Higa insegna Kobudo e, a qualche allievo prediletto, Kingai-ryu. Tale insegnamento  fino al 1970 avviene nella forma antica, attraverso i Kata e la loro applicazione, senza alcun grado o cintura.
    Nel  1970 Shinpo  fonda  la  Federazione di Kobudo (Ryukyu Kobudo Renmei) che, per mezzo  di un insegnamento ortodosso, mirato al corpo e allo spirito dei praticanti, favorisce lo sviluppo di veri valori morali. Così, passando  attraverso  Okinawa  ed  il Giappone, il Kobudo autentico viene insegnato nel mondo intero.


    Nel 1972 la sua scuola viene rinominata Zen Okinawa Kobudo Renmei. Successivamente entra a far parte della Dai Nippon Butokukai, l'associazione dei maestri  di arti marziali giapponesi, da sempre presieduta da un membro della famiglia imperiale. Nel 1987 Sua Altezza Imperiale Higashi Fushimi Jigo, presidente della Dai Nippon Butokukai, lo nomina 10° dan Hanshi.


    Fino a poco prima della sua scomparsa, avvenuta il 7/9/97,  insegnava nel proprio dojo di Naha (il Kodokan) e praticava quotidianamente  il Kobudo, partecipando spesso a tournée organizzate dalla  Dai Nippon Butokukai per diffondere le arti marziali nel mondo. I suoi allievi sparsi in tutto il mondo trasmettono a praticanti non giapponesi l'autentico Kobudo di Okinawa  secondo il programma  tecnico ideato dalla famiglia Matayoshi.


    Il suo allievo più importante, l’unico al quale ha trasmesso tutto il suo sapere sia di Kobudo che della Gru Bianca è il Maestro Yoshiaki GAKIYA attualmente 8° Dan Kyoshi. Si può affermare con certezza che gli altri allievi okinawesi del Maestro Matayoshi, anche residenti in Europa, non sono certamente alla sua altezza.

 

GRAND MASTER SHINKO MATAYOSHI (1988 - 1947)

 

     Maestro Shinko MATAYOSHI, terzo figlio  di Shinchin, nacque  nel 1888 a  Naha, Okinawa, nel quartiere di Kakinohana. Venne allevato nel quartiere di Shinbaru del villaggio Chatan. Fin dall'infanzia, studia  il  Bo d'Okinawa, l'Êku,  il  Kama  e il Sai sotto la direzione  dei Maestri Chokuho Agena (Gushikawa Terasho), Ryuko Shiishi, Yamani Chinen e di suo padre Shinchin Matayoshi;  in  seguito  il  Maestro Matsutaro (Ogii) Irei, che abitava nel quartiere di Nozato, gli insegna Tunkuwa e Nunchaku.

    All'inizio del secolo, con lo scopo di approfondire le  sue  conoscenze nelle  arti  marziali, Shinko compie un viaggio che lo porta a  Hokkaido, Sahalin e Manciuria. In queste regioni passa molto tempo presso alcune tribù nomadi dove apprende il Ba-jutsu (equitazione), Shuriken-jutsu, Nagenawa-jutsu (uso del lazo).

    A Shangai l'anziano Maestro Koronushi Kin (Kingai) lo inizia  all'arte  del  Tinbei,  del  Suruchin e  del Nunti parallelamente alla terapia cinese e all'agopuntura. Nella regione cinese del Fukien (Fujian) studia lo Shorin-kenpo.

    Nel 1915 in occasione di una grande cerimonia al tempio Shinto, organizzata per commemorare l'imperatore Meiji, davanti alla corte imperiale Gichin Funakoshi presenta il Karate e Shinko Matayoshi il Tunkuwa-jutsu ed il Kama-jutsu del Kobudo. Nel 1921 il principe ereditario Hirohito (futuro imperatore Showa), in viaggio per l'Europa, visita l'isola di Okinawa.

    In suo onore viene indetta una grande cerimonia di benvenuto. In quell'occasione Chojun Miyagi dello stile Goju-Ryu e Shinko Matayoshi effettuarono rispettivamente una dimostrazione di Karate e Kobudo. Nel 1935 egli rientra definitivamente a Okinawa e si stabilisce a  Naha  per continuare ad allenarsi e per incrementare le sue relazioni con gli altri esperti di arti marziali.

    Nel mondo delle arti marziali viene soprannominato Kama no Mateshi, "Matayoshi dei Kama", per  la sua grande abilità nell'uso  di quest'arma; nel 1947, all'età di 59 anni, si spegne lasciando un grande vuoto.